GRECIA, ANTIFASCISMO SOTTO PROCESSO

di Eleni Papageorgiou e Checchino Antonini (da Popoff)


Il 16 dicembre, ad Atene, Thanasis Kourkoulas, membro di “Deport Racism” e militante antifascista sarà processato dalla quarta Sezione del Tribunale monocratico della capitale greca per reati minori. Secondo i promotori di un appello internazionale a sostegno dell’attivista è «il risultato dell’azione legale provocatoria e menzognera di un estremista di destra, che lo accusa di “dare ordini a un gruppo di uomini armati di mazze”, gruppo che egli afferma lo avrebbe aggredito nel 2009».

In realtà, questo processo è parte di uno schema complessivo di procedimenti messi in atto dai neonazisti (una strategia di offensiva legale adottata in Italia da sigle come Forza Nuova e Casapound) negli ultimi anni, con l’obiettivo di intimidire e prendere a bersaglio le persone e le organizzazioni che lottano apertamente, collettivamente e alla luce del sole, per battere le bande di Alba Dorata e i suoi collaboratori negli apparati dello Stato. Uno schema che somiglia molto a quello che in Italia chiamiamo teoria degli opposti estremismi e che in Grecia ha un parallelo nella nozione di “anarcofascismo”. Inoltre, la percentuale di consensi elettorali e di simpatizzanti nazi tra il personale delle polizie è impressionante. «Noi condanniamo il tentativo senza precedenti di criminalizzare l’azione antifascista e chiediamo che Thanasis Kourkoulas sia assolto – chiede l’appello – quelli che meritano la prigione sono i neonazisti di Alba Dorata, non i militanti del movimento anitfascista. Mai più il fascismo!».
Thanasis Kourkoulas ha 43 anni ed è nelle lotte sociali da quando era giovane. Insegnante, membro del DEA, uno dei partiti (trockista) che animano la piattaforma di sinistra di Syriza. E’ anche il coordinatore di “Deporta il razzismo”, organizzazione che mira a collegare le vertenze dei lavoratori con il movimento antifascista.
Domenica 24 maggio del 2009 i fascisti avevano convocato una manifestazione per occupare la piazza di San Panteleimon e il giorno prima mentre gli antirazzisti presentavano un libro nel quartiere, avevano fatto un raid. Da allora la piazza è off limit per gli immigrati e il parco giochi rimane chiuso. Il fascista accusatore sostiene che, mentre lui stava andando a comprare delle cigarette nella stessa zona qualcuno ha dato l’ordine di fermarlo e di picchiarlo. Un mese dopo ha fatto un ulteriore deposizione affermando che sarebbe stato proprio Thanasis Kourkoulas a ordinare l’aggressione.
Non è l’unico caso: un mese fa è toccato a Savas Michail del partito trotskista EEK, il 12 dicembre c’è il processo al giornale “Lavoro Solidarietà”, organo del Sek, e seguirà il caso di Pietro Costantino, anche lui antifascista militante. Centinaia e centinaia le firme raccolte finora. Tra i non greci, solo per citare, ci sono Étienne Balibar, docente dell’Universite de Paris X – Nanterre, Pierre Laurent, presidente dell’Eurepean Left Party, lo storico cileno Sergio Grez Toso, Gilbert Achcar dell’University of London, l’economista francese Michel Husson. Tra gli italiani Franco Turigliatto, Giorgio Cremaschi, Gianni Vattimo, Imma Barbarossa, Franco Russo, Sergio Bellavita.

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