Il 24 novembre l’America latina nelle strade per difendere l’educazione


Mentre in Egitto la Rivoluzione attraversa una nuova fase, con la ripresa della mobilitazione per una vera democrazia e contro la confisca da parte dell'esercito della sovranità democratica, il fronte della protesta globale alle logiche di questo capitalismo della crisi, si estende anche in America latina. 
Da cinque settimane le studentesse e gli studenti colombiani stanno lottando per la difesa e l'estensione del diritto allo studio, contro un'ulteriore mercificazione dell'educazione, sommandosi alle proteste cilene per l'abolizione del sistema universitario ereditato dal regime sanguinario di Pinochet. 
Lotte coraggiose, che vedono protagonisti i giovani, i quali sfidano la repressione di governi guidati secondo le logiche dittatoriali e sanguinarie del grande capitale. (Red.)

Appello*
Mobilitazione studentesca a Bogotá (Colombia)
È assolutamente indispensabile rafforzare il movimento studentesco, e continueremo a operare in un processo di larghe mobilitazioni fondato su dibattiti integranti e articolati e un dialogo permanente con altri settori sociali e popolari. È la ragione per cui invitiamo tutte le organizzazioni studentesche e i movimenti sociali dell’America latina a unirsi alla grande marcia internazionale per la difesa dell’educazione pubblica convocata da MANE [Mesa Amplia Nacional Estudiantil che il 13 novembre 2011 ha organizzato a Bogotá una mobilitazione studentesca moto grande, la struttura è stata costituita il 20-21 agosto 2011] per il 24 novembre 2011. L’obiettivo di questa marcia è di unirci da ognuno dei nostri paesi in un solo grido di rivolta per seguire l’eredità del Che, che un giorno ci ha detto: “Noi ci battiamo ovunque, in ogni continente, per un mondo diverso”.
Da più di un anno, una serie di rivolte sociali si sono susseguite nel mondo, la maggior parte di queste concentrate in Europa, in Medio Oriente e in Africa del Nord. In America latina, è il Cile a essere stato il principale protagonista di questa rivolta. Oggi è la Colombia a svegliarsi a un processo storico di mobilitazione nel quale noi giovani del movimento studentesco avanziamo nell’unità d’azione tessendo legami organizzativi in tutto il paese per tentare di trascendere la congiuntura per future lotte contro l’attuale governo neoliberale.
Questo processo che articola tutto il movimento studentesco colombiano delle università pubbliche e private così come istituti d’educazione superiore è conosciuto con il nome di Mesa Amplia Nacional Estudiantil “MANE”. Uno dei principali obiettivi è quello di ottenere, attraverso la mobilitazione, il ritiro e il respingimento della nuova Legge sull’educazione superiore [che mira a rinforzare la privatizzazione delle università, sul modello del processo di Bologna, e quindi a diminuire le risorse pubbliche, che non rappresentano già che il 50 % del finanziamento dell’università pubblica colombiana] proposta da governo di Juan Manuel Santos di fronte al Congresso della Repubblica, e che istituzionalizza regole imposte dalla dittatura di Pinochet in Cile e che rispondono chiaramente agli orientamenti e agli interessi del FMI e della Banca mondiale.
Un altro obiettivo è ottenere le garanzie e gli spazi per la costruzione democratica di una proposta alternativa del modello di educazione superiore spinta dagli studenti e dal resto della comunità universitaria. Abbiamo già fatto importanti passi in questo senso. Oggi possiamo contare sul Programma minimo degli studenti colombiani, che riconosce sei grandi assi che esprimono le nostre rivendicazioni e le nostre proposte e che vanno nella direzione della difesa dell’educazione che vogliamo per la Colombia. Questi assi sono i seguenti: finanziamento del diritto all’educazione; autonomia e democrazia universitaria; qualità accademica; benessere universitario; libertà democratiche e una relazione tra l’università e la società che sia compatibile con i veri interessi del nostro popolo. Se il Programma minimo costituisce la nostra sfida, è perché consideriamo che sia indispensabile avanzare nella costruzione programmatica della proposta di una nuova legge sull’educazione. Il nostro compito consiste nello sviluppare questo programma minimo con argomenti politici, perché è questo programma che presenteremo al paese e che condensa i nostri sogni: un’educazione per il popolo, un’università critica e democratica.
Dopo cinque settimane di sciopero nazionale a durata indeterminata respingiamo le azioni che tendono a stigmatizzare il movimento universitario ed esigiamo il rispetto della mobilitazione sociale e del diritto di protesta, così come le altre libertà e diritti democratici. Ci opponiamo all’annullamento arbitrario delle attività accademiche, alla militarizzazione dei campus, alla delazione e alla schedatura, alle molestie, agli arresti e agli assassinii di studenti e studentesse. È così che denunciamo a livello internazionale l’assassinio il 12 ottobre del nostro compagno Jan Farid Cheng Lugo mentre partecipava alla mobilitazione che ha avuto luogo in tutta la Colombia con più di 100'000 partecipanti.
L’educazione non si compra e non si vende, dobbiamo liberarla e difenderla!

*Pubblicato dal sito Alencontre il 21 novembre 2011. La traduzione dal francese è stata curata dalla redazione di Rivoluzione!.