Mobilitiamoci per una scuola di qualità!

Pubblichiamo il  testo del volantino che stiamo distribuendo in questi giorni al Liceo 1 di Lugano



Prima di lasciare l’incarico a Manuele Bertoli, l’ex Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, ha detto che la scuola ticinese, nelle sue diverse componenti, è in ottima salute.

L’ex ministro è dunque convinto di aver lavorato bene negli ultimi anni e di aver consegnato al suo successore una scuola migliore di quella che aveva a sua volta ricevuto.
Dal suo punto di vista, sarà certamente così, visto che nel corso degli anni la scuola ticinese è diventata sempre più selettiva in diversi campi. Quando parliamo di selezione, ovviamente, intendiamo la selezione sociale, che esclude o rende più difficili certi percorsi scolastici a fasce ben precise di giovani. Questa selezione sociale può avvenire sia in modo diretto, attraverso costi che escludono automaticamente gli studenti che provengono da famiglie con redditi bassi, sia in modo indiretto, attraverso l’abbandono a sé stessi di coloro i quali, per vari motivi non riescono a seguire il programma. Inutile dire che i due sistemi di esclusione, sono strettamente legati. Ecco di seguito alcuni esempi contro cui riteniamo necessario batterci.
Anzittutto, i libri di testo, spesso delle vere e proprie mazzate. Chi studia, non ha scelta, li deve avere e perciò non può rifiutarsi di comperarli perché troppo cari, pena il rischio di bocciare. Inoltre, spesso nel passaggio d’anno, con il cambiamento di docenti, si devono anche cambiare libri di testo, che a volte non sono stati usati che in minima parte, ma sono comunque stati resi inutilizzabili per altri studenti (sottolineature, appunti a margine, ecc.)
Inoltre il prezzo delle fotocopie è altissimo: ben 20 cts a copia! Scandaloso, se pensiamo che all’inizio dell’anno i nostri genitori devono versare almeno 60 franchi per il materiale fotocopiato che ci viene distribuito dai docenti e per il nostro saldo sull’account ai pc!
Negli ultimi quattro anni, poi, i prezzi alla mensa sono aumentati quasi del 30% e tenuto conto che molti di noi non tornano a casa a mezzogiorno, questo rappresenta un ulteriore aggravio delle spese per le nostre famiglie.
Per molti di noi, la prospettiva di lavorare nel tempo libero per aiutare le nostre famiglie a coprire una parte delle spese legate alla nostra formazione è ormai una realtà che dura da anni. Chi lavora si vede così sovraccaricato rispetto a chi può permettersi di frequentare senza il problema economico e ha tutto il tempo per la preparazione a casa e lo svago necessari all’apprendimento.
Oltre a ciò, negli anni sono andate sparendo le ore di recupero, a cui si poteva partecipare per colmare lacune nell’apprendimento di alcune materie, fondamentali per i nostri curricula. Al liceo 1 di Lugano, durante la scorsa assemblea, il direttore ci ha detto che i docenti dovrebbero svolgere questo compito a titolo gratuito, e che sta a noi sollecitarli in tal senso! Non c’è che dire, la riuscita in una materia fondamentale è affidata alla benevolenza di docenti pieni di buona volontà, alla gentilezza dei nostri compagni meglio preparati a cui si dovrebbe fare maggiormente capo o alle disponibilità finanziarie delle nostre famiglie a pagare corsi privati, le cui offerte fioriscono all’albo del nostro istituto.
Lo stesso direttore che ha proibito di partecipare alle manifestazioni in sostegno agli operai delle officine di Bellinzona (caso più unico che raro), ci ha detto che in alternativa, dovremo essere disposti ad andare a Bellinzona a protestare! Non si preoccupi il direttore, se decideremo in tal senso, faremo esattamente come in quell’occasione: non rispetteremo il divieto di partecipare alla manifestazione.
Per quanto riguarda chi si avvicina alla fine del liceo, dovranno essere risolti problemi legati alla scelta dei corsi complementari e dei lavori maturità. A causa della penuria di docenti, quando un corso da noi scelto viene a cadere, ci troviamo costretti a dover frequentare corsi che non ci interessano solo sulla base del calcolo dei posti vacanti, con evidenti ricadute sull’apprendimento e sulla qualità dei nostri lavori di maturità.
Dulcis in fundo: per risolvere supposti “problemi di ordine pubblico”, al Liceo 1 di Lugano, ci troviamo “protetti” da agenti di sicurezza privati. Come dire: il governo ha in serbo per noi studenti, meno docenti e più agenti! Questa è una vera e propria intimidazione e va nel senso della criminalizzazione della gioventù, il liceo non deve essere né sembrare una galera.
Di fronte a tutto questo, è necessaria una mobilitazione che sia in grado di invertire la tendenza di degrado e di aumento della selezione che la scuola ticinese ha orma da anni imboccato. Dobbiamo esigere:
-       la diminuzione a un massimo di 20 allievi per classe, con conseguente aumento dell’organico dei docenti;
-       l’introduzione delle ore di recupero gratuite, con docenti del nostro liceo pagati per queste;
-       la diminuzione del prezzo della mensa del 30% rispetto a quelli attuali;
-       fotocopie gratuite per tutti/e gli studenti;
-       l’obbligo per tutti i docenti che insegnano la stessa materia di concordare gli stessi libri di testo, in modo da non cambiarli a ogni cambio di docente;
-       rinuncia all’uso di agenti di sicurezza privata, vera e propria intimidazione nei nostri confronti.

Per discutere di queste proposte e di come fare in modo che si concretizzino, invitiamo tutti gli interessati a una riunione.
Il ritrovo sarà LUNEDÌ 17 OTTOBRE, ALLE 17:15 DAVANTI ALLA BIBLIOTECA CANTONALE.