Fine settimana di formazione-discussione 2011


Da venerdì 11 (sera) a domenica 13 novembre 2011, presso la Casa Al Bosco (Aquila) i Giovani del Movimento per il socialismo organizzano un fine settimana di formazione e discussione aperto a tutti gli interessati che ha come oggetto I giovani e la crisi.

Il testo di presentazione del fine settimana

I giovani e la crisi

Quest’anno noi giovani del Movimento per il socialismo organizziamo un fine settimana di formazione che ha per oggetto i giovani e la crisi economica che stiamo vivendo ormai da qualche anno.
In realtà, al di là della sua data ufficiale d’inizio nel 2008, con la crisi dei sub primes, noi giovani siamo nati e cresciuti nella crisi. Una crisi sociale che da più di 30 anni sta erodendo i nostri diritti in tutti i campi.

Parliamo di istruzione…


Dove vengono introdotti sempre più criteri selettivi che tendono ad escludere gli studenti delle fasce salariate meno abbienti e che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione. Dalla progressiva scomparsa delle ore di recupero, che permettono ai liceali con difficoltà di seguire il programma scolastico usufrendo gratuitamente di un servizio di sostegno mirato, ai costi proibitivi dei libri e quelli in costante aumento dei refettori. Per non parlare delle borse di studio, in costante diminuzione a favore dei prestiti di studio, che obbligano i giovani che terminano la loro carriera scolastica a cominciare quella lavorativa con un gravoso debito sulle spalle.

Parliamo anche di lavoro…

Delle difficoltà a trovare posti d’apprendistato veramente desiderati e non scelte di ripiego o dettate dal fatto che siamo maschi o femmine, alle paghe da fame che riceviamo da apprendisti, che ci mantengono in totale dipendenza dei genitori. Degli sbocchi sempre più rari, precari e malpagati che ci attendono alla fine degli studi.

… e non lavoro!

I giovani sono colpiti da un tasso di disoccupazione molto più alto rispetto quello di altre fasce d’età. La mancanza di esperienza e la difficoltà a trovare un primo impiego finito l’apprendistato o conclusi gli studi, l’assenza di legami di solidarietà con altri salariati, ci rendono un soggetto molto più esposto all’esclusione del mondo del lavoro. Per rispondere a questo problema, il governo ha pensato bene di tagliare il numero di indennità disoccupazione che ci sono destinate e di allungare il periodo d’attesa (una vera e propria penalità d’ufficio e in base alla categoria) per ricevere le indennità. Questo, a detta di tutti i rappresentanti della borghesia, per spingerci ad accettare più rapidamente un lavoro sempre più difficile da trovare. Le conseguenze sulla concorrenza al ribasso dei salari e delle condizioni di lavoro di tutti sono evidenti.

Il capitalismo: una società maschilista

Discutiamo anche delle difficoltà aggiuntive che le giovani donne incontrano in questi campi, sia perché giovani, sia perché donne. Dai salari sempre inferiori a quelli maschili alla preclusione di alcune carriere di studio e di lavoro, dovute a barriere sociali sessiste, per cui esistono lavori “da uomini” e lavori “da donne”.


E razzista

Tutte queste pressioni e queste ingiustizie di cui siamo, consapevolmente o meno, oggetto, ci portano un clima d’incertezza, in cui il futuro non è nemmeno immaginabile. Siamo stati condannati a vivere in un costante presente fatto di precarietà, insicurezze e paure create ad arte, senza la possibilità d’immaginare e pianificare un futuro.
Di fronte a tutto questo, ha gioco facile una certa parte del padronato, che crea divisioni artificiali per impedirci di lottare uniti per il miglioramento delle nostre condizioni di formazione e lavoro, delle nostre vite. Oggi sono i frontalieri e i rifugiati, ieri erano i migranti dai Balcani, prima ancora Portoghesi, Turchi, Italiani… C’è sempre un capro espiatorio creato per dare sfogo alle paure della popolazione senza toccare gli assetti profondi di questa società, divisa in chi produce la ricchezza (i lavoratori e le lavoratrici) ma non ne tocca che le briciole e chi non produce nulla (il padronato) se non miseria, violenza e divisioni, ma che si accaparra quasi tutto, senza la minima vergogna.

Conoscere il nemico per combatterlo meglio

Sapere che noi giovani costituiamo un soggetto a sé nel gioco delle divisioni e degli attacchi del padronato, un soggetto specifico dell’oppressione, conoscere i meccanismi che stanno alla base di queste divisioni, è un primo passo per individuare le soluzioni che ci permettano di superarle. La riflessione è indispensabile ma non va scissa dall’azione. Per lottare contro il sistema oppressivo e distruttivo di risorse umane e naturali che è il capitalismo, dobbiamo riappropriarci dei nostri spazi, del nostro futuro e quindi della nostra vita.




Il programma

Venerdi 11 novembre:
-accoglienza

Sabato 12 novembre:
-ore 9.00-9.30: Introduzione al fine settimana
-ore 9.30-12.00: La crisi economica europea e le sue conseguenze per le giovani generazioni
-ore 12.00-14.00: pausa pranzo
-ore 14.00- 17.00: L'immigrazione come fattore economico e fonte di razzismo
il tema verrà affrontato partendo dalla proiezione del film "Il rovescio della medaglia" del regista italiano Alvaro Bizzarri
 - "Aperitivo Politico" e Cena a seguire/ Discoteca libera, discoteca rossa!

Domenica 13 novembre:
-ore 9.00-12.00: le donne nella società capitalista
-ore 12.00-13.30: pausa pranzo
-ore 13.30-15.30: riunione di chiusura: L'importanza di un gruppo di giovani rivoluzionari e le prospettive di sviluppo di una campagna in Ticino tra gli studenti.

Informazioni pratiche


Il costo, per tutto il fine settimana è di circa CHF 50.— (vitto, alloggio e trasporto da e per Bellinzona compresi).

Per raggiungere il posto, sarà organizzato un trasporto collettivo dalla stazione di Bellinzona.

Contattaci per saperne di più al nostro indirizzo e-mail!


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