Cile - in 600 mila in piazza contro il governo per due giorni di sciopero

Venerdì, 26 Agosto 2011*

Sale la tensione in Cile, travolto negli ultimi mesi dalla mobilitazione studentesca per la riforma dell'istruzione pubblica. La protesta di decine di migliaia di studenti - che occupano già la metà degli istituti del Paese - ha ormai l'appoggio di gran parte della società, che il 24 e il 25 agosto si è riversata in strada per nuove manifestazioni in occasione dello sciopero convocato dalla Central unitaria de trabajadores (Cut), uno dei maggiori sindacati cileni.
Almeno 600 mila persone in tutto il Cile, tra studenti e lavoratori, hanno marciato in cortei colorati con bandiere e striscioni, per chiedere un cambiamento radicale e profondo del Paese. Gli studenti chiedono un accesso più democratico all'istruzione, il taglio dei fondi all'istruzione privata e una riorganbizzazione del sistema delle borse di studio e dei prestiti bancari concessi agli studenti.
LE RICHIESTE DEI LAVORATORI. I lavoratori puntano invece a ridiscutere il salario minimo e le condizioni di impiego degli operai di alcune categorie produttive. Il governo di Sebastian Piñera, alla guida di una coalizione di centrodestra, si ritrova sempre più ammaccato sotto il fuoco incrociato delle proteste del Movimento studentesco e dei maggiori sindacati, e sta vivendo il suo momento di maggiore impopolarità, dall'elezione nel 2009, con i consensi crollati al 30%.
Nelle due giornate di protesta gli arresti sono stati 380, e i feriti, quasi tutti tra gli agenti, 36. Decine di auto e negozi sono stati danneggiati durante gli scontri tra i carabineros e i manifestanti.
IL CARISMA DI VALLEJO. La 23enne Camila Vallejo, studentessa di geografia e presidente della Federazione degli studenti universitari del Cile, poco a poco si è trasformata da timida militante della Gioventù Comunista nel nuovo volto della protesta sociale del Paese. Da ritrosa adolescente, Camila è diventata interprete e portavoce del malcontento sociale, della piazza che va via via infiammandosi e che reclama riforme all'istruzione, pari opportunità per i giovani e nuove misure per i lavoratori.
«UNA DOMANDA SOCIALE». «Studenti e lavoratori marciano uniti», ha detto Vallejo, «già dalle manifestazioni di luglio abbiamo avuto l'appoggio dei professori e dei lavoratori del mondo dell'istruzione, perché la domanda degli studenti è una domanda sociale. La riforma dell'istruzione per godere di un diritto universale è una domanda del popolo cileno, delle nostre famiglie. E i lavoratori sono parte di questa lotta. Ogni giorno che passa siamo sempre di più, ed è questo ciò che fa male al governo».
*da Lettera43.it