Un triste pesce d' aprile…

di Dario Borsari, candidato per il Gran Consiglio nella lista 4. MPS-PC

Il 1° aprile 2011 verrà ricordato come un triste giorno, in cui non saranno protagonisti i tradizionali scherzi tra amici. Oltre al classico pesce di aprile, simpaticamente attaccato sulla schiena a qualche giovane distratto, molti di loro riceveranno una vera e propria “pedata” d’aprile dall’assicurazione contro la disoccupazione con l’introduzione della revisione sulla LADI. 

Come abbiamo più volte scritto noi giovani del Movimento per il socialismo ci siamo opposti a questa revisione perché implicava ed implicherà un notevole peggioramento delle condizioni sociali ed economiche di molti giovani e famiglie. 

Secondo diverse analisi, saranno più di mille le persone che con l’entrata in vigore di questa nuova legge perderanno le indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione. Diversi di loro finiranno sistematicamente in assistenza sociale, mentre molti altri (soprattutto giovani), viste le misure restrittive, non avranno accesso a nessun sostegno e dovranno essere presi a carico dalle rispettive famiglie, parenti, amici, ecc. Questo sarà però solo l’antipasto, perché la vera “pedata” molti giovani e meno giovani la riceveranno nei prossimi mesi e anni quando finiti i propri studi saranno lasciati per strada i primi 120 giorni (una delle misure della LADI). Certamente, il discorso non deve cadere, come hanno propagandato i fautori di questa revisione (Plr, PPD,…), in affermazioni come quella che i giovani non sono incentivati a trovare un lavoro. Il problema mai sollevato da questi partiti, perché responsabili dell’attuale situazione, è che il Ticino sta vivendo da anni una vera e propria crisi occupazionale, in cui sono proprio i giovani i primi ad essere colpiti e che ormai impiegano tre, quattro anni prima di trovare un’occupazione stabile che permetta loro di fare piani almeno a medio termine. 

La risposta del governo, che ha sostenuto questa revisione ed ha fatto poco o niente per fronteggiare la crisi, è spingere a tutti i costi i giovani sul mercato del lavoro. Il fatto di essere disoccupati e voler beneficiare per un periodo ridotto delle indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione è stato reputato un costo non sopportabile. In altre parole, essere disoccupati è considerato una colpa e chi si trova in questa condizione, si suppone che debba adeguarsi a vivere senza l’aiuto che normalmente l’assicurazione contro la disoccupazione concede. In un contesto di crisi, nella quale un giovane impiega in media più di sei mesi a trovare una prima occupazione (a qualsiasi condizione imposta), le risposte di un governo dovrebbero andare in direzione totalmente opposta. Ai giovani bisogna dare una prospettiva futura sociale ed economica e non emarginarli e colpevolizzarli per una situazione che non sono loro ad avere creato. In questo senso è necessaria un’azione per combattere la precarietà sociale e materiale dei giovani. In particolare rivendichiamo: il potenziamento delle scuole professionali a tempo pieno per la formazione di giovani che non trovano un posto di apprendistato; il raddoppio dei posti di tirocinio nell’amministrazione cantonale e nelle aziende pubbliche e Parapubbliche; la gratuità dei trasporti pubblici per studenti e apprendisti.