Vivi da protagonista, vota anticapitalista…

11 Aprile 2011 è sinonimo di elezioni cantonali. Un appuntamento a cadenza quadriennale che ci ricorda che qualcun altro, da noi votato, deciderà e governerà per noi altri quattro anni. Poco importa se, come spesso accade, le promesse fatte in campagna elettorale non verranno mantenute: non vige alcun diritto di revoca, questa è la democrazia occidentale! Detto questo, vorremmo spiegarvi le ragioni della nostra presenza sulla lista unitaria Movimento per il socialismo (MPS)- Partito Comunista (PC) alle prossime elezioni cantonali, che rappresenta si una contraddizione, ma che va contestualizzata e spiegata.

Partecipiamo alle elezioni cantonali per due ragioni. Da un lato per presentare le nostre idee, le nostre proposte, approfittando di un momento di maggiore interesse per la politica ; dall'altro perché una presenza in Parlamento ci permetterebbe di farle conoscere ad un numero immensamente maggiore di persone. Quante volte le nostre proposte, le nostre attività, le nostre prese di posizione vengono boicottate dalla stampa solo perché non abbiamo una presenza istituzionale? Tuttavia, la partecipazione alle elezioni non muterà il nostro modo di agire. L'attività politica del nostro gruppo giovani si basa sulla partecipazione di ogni suo singolo membro. Formazione, riflessione e azione ci permettono di adottare uno sguardo critico sulla realtà per meglio capire quello che succede attorno a noi. È indubbiamente una scelta di campo, vivere la vita attivamente da protagonisti oppure da aspettatori passivi? Crediamo che coloro che si interessano alle nostre attività percepiscano l'esigenza di comprendere i fatti e gli avvenimenti che influiscono sulla loro vita. Siamo consapevoli che nella frenesia che caratterizza il nostro quotidiano non è sempre facile prendersi del tempo per questo tipo di attività. Noi giovani siamo particolarmente pressati dalla vita di tutti i giorni. La crisi economica e sociale si ripercuote sempre più su studenti e apprendisti. I diritti fondamentali allo studio ed alla formazione sono rimessi in discussione, così come i diritti culturali e sociali. Le difficoltà finanziarie tendono sempre più a determinare in modo negativo la vita quotidiana di migliaia di giovani. Ci vengono chieste maggiori competenze rispetto al passato ma allo stesso tempo i costi per la nostra formazione aumentano e le prospettive per il nostro futuro peggiorano. Da qui i fenomeni di disgregazione sociale, di emarginazione, di visioni del futuro nelle quali è assente qualsiasi reale prospettiva. In questo quadro desolante crediamo sia fondamentale riappropriarsi dei nostri spazi e soprattutto del nostro tempo. Il nostro punto di partenza è diverso da quello del resto della sinistra, quella che definiamo social – liberale (il PSS, i Verdi, ecc): noi pensiamo che la nostra società non sia diretta dalle istituzioni, dai partiti politici e dai governi che essi formano, men che meno dagli organi cosiddetti rappresentativi come i parlamenti (a tutti i livelli). Sono oggi delle strutture assolutamente non democratiche, che nessuno controlla ed elegge, a prendere le decisioni più importanti, quelle che più influenzano la vita di tutti noi: le banche centrali, i ministri delle finanze, i dirigenti delle grandi banche, ecc. Noi pensiamo che solo l’azione, la mobilitazione dei salariati e dei cittadini può modificare le cose, dalle piccole a quelle più grandi. Non è forse vero, ad esempio, che la mobilitazione dei lavoratori delle Officine, con il sostegno altrettanto attivo della popolazione ticinese, ha piegato il Consiglio Federale pertanto convinto sostenitore delle FFS nella loro determinazione a chiudere le Officine di Bellinzona? Solo su questa strada, moltiplicando le mobilitazioni sui luoghi di lavoro e nella società, potremo rispondere ai bisogni urgenti della popolazione, potremo concretizzare una politica che sia opera del contributo reale di tutti i cittadini e le cittadine. Il nostro programma, e che pensiamo possa essere realizzato in una prospettiva politica come quella che abbiamo illustrato qui sopra, è costituito di punti estremamente concreti. Contrariamente agli altri partiti non affermiamo che "bisognerebbe" o "bisognerà" affrontare e risolvere questo o quel problema, senza mai dire esattamente che cosa si propone concretamente. Il nostro programma, per contro, è fatto di punti concreti, accettabili o meno, ma chiari nella loro formulazione. In una campagna elettorale è comunque difficile parlare di tutti i temi, anche perché lo spazio che ci viene offerto dai media (la partecipazione ai diversi dibattiti televisivi, le interviste proposte dai giornali, ecc.) è veramente limitato. Per questo segnaliamo qui di seguito quelle che per noi giovani sono le rivendicazioni principali che ci riguardano, quei punti fondamentali con i quali vorremmo che la nostra lista fosse identificata tra i giovani.

1) Un “salario sociale” per i giovani

- gratuità dei trasporti pubblici per studenti e apprendisti

- l’aumento del limite di reddito determinante al di sotto del quale scatta il diritto all’assegno di studio

- l'accesso gratuito per i giovani alle manifestazioni culturali

2) Contrastare la precarietà degli apprendisti

- l’introduzione di un salario minimo legale per gli apprendisti di 1’000 franchi al primo anno (con un aumento del 30% per ogni altro anno successivo di apprendistato)

- 10 settimane di vacanze per gli apprendisti (parificazione con gli studenti)

- il potenziamento delle scuole professionali a tempo pieno per la formazione di giovani che non trovano un posto di apprendistato

- raddoppio dei posti di tirocinio nell’amministrazione cantonale e nelle aziende pubbliche e parapubbliche

3) Un’altra scuola, un’altra formazione

- la diminuzione a 20 del numero massimo di allievi per classe

- il potenziamento delle infrastrutture in tutti gli ordini di scuola (mense, palestre, ecc)

- il finanziamento cantonale di strutture di studio assistito (doposcuola)

- il potenziamento delle strutture del sostegno pedagogico e la costituzione di un servizio di sostegno sociale in tutte le strutture scolastiche

- promulgazione di una carta dei diritti degli studenti e degli apprendisti