6 novembre, contro il razzismo ma non solo…

di Lucio Negri – per i/le Giovani MpS

Nella mattinata di sabato 6 novembre diversi compagni si sono recati in varie piazze del cantone per portare il chiaro messaggio del Comitato “2 volte NO il 28 novembre” tra la gente, attraverso la classica distribuzione di volantini.

Abbiamo potuto così toccare con mano i dubbi, le perplessità e l’indignazione della gente di fronte alla proposta UDC, ma ci siamo confrontati anche con persone che portavano argomentazioni xenofobe e a sfondo razzista a favore della causa democentrista. Quello che però ci fa più paura, oltre al clima xenofobo che serpeggia, è l’indifferenza di molti rispetto a questo importante e grave attacco che il partito di Blocher e Maurer ha orchestrato contro i fondamenti più profondi di ogni stato che si voglia definire “democratico” e a cui chiama il popolo svizzero a fare da complice.

Molti gli stranieri domiciliati che, non potendo avere diritto di voto, neanche si interessano alla questione, ma quando gli è stato spiegato che l’iniziativa popolare prende di mira anche loro allora qualche orecchia si è fatta più attenta e qualche volantino è finito nelle mani di questi domiciliati senza passaporto rosso. Perché l’importante per noi Giovani MpS, era informare tutti e chiunque sulla gravità della situazione, sensibilizzare soprattutto i più giovani, che non meritano di vivere e crescere in un paese dove la fanno da padrone l’intolleranza e la paura per il diverso. L’obiettivo pensiamo di averlo raggiunto, molti i volantini distribuiti, interessanti gli incontri e i dibattiti che si sono venuti a creare con i passanti.

Noi non vogliamo vivere in una Svizzera che pensa di risolvere i suoi problemi sociali ed economici attraverso cure di razzismo e xenofobia, di attacchi alla solidarietà e alla giustizia sociale.

A turno si stanno facendo passare in rassegna tutte le classi più deboli cercando sempre il capro espiatorio da portare in sacrificio in nome della propria sicurezza e del proprio individuale benessere. È stato il turno dei disoccupati e dei giovani a settembre, oggi è il turno degli stranieri… per il prossimo capro espiatorio è solo una questione di tempo.

Dopo questa densa giornata, che riteniamo positiva e arricchente, ci siamo detti che sarà importante in futuro tornare a dibattere su questo e altri temi nei luoghi cruciali della vita giovanile: nelle scuole. Crediamo sia importante che le scuole tornino ad essere anche luogo di dibattito e di confronto, e non solo di mera acquisizione nozionistica. È dai giovani che può nascere un futuro migliore, perché il Mondo che vogliamo non è la gabbia che ci sta creando attorno la classe politica borghese. Torneremo a portare la nostra opinione tra i giovani, perché il futuro non è tra un anno, il futuro è domani.