Tornano le pecore nere!

Il 28 novembre: NO all’iniziativa UDC e al controprogetto

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L'iniziativa popolare dell'UDC per l'espulsione dei criminali stranieri e il controprogetto del Parlamento hanno lo stesso obiettivo: entrambi mirano ad ancorare nella costituzione un trattamento giuridico diseguale degli stranieri.
In altre parole con questa modifica di legge viene accentuata in modo determinante quella che in linguaggio giuridico viene chiamata la "doppia pena" e che deriva da un visione sostanzialmente razzista del diritto.
Infatti già oggi la legislazione svizzera permette che uno straniero che infrange la legge venga non solo condannato sulla base del codice penale; ma che subisca una seconda condanna (da qui la denominazione di doppia pena) nella misura in cui è straniero. Infatti nei suoi confronti può essere preso un provvedimento amministrativo teso a revocare il permesso di soggiorno e quindi ad espellerlo.
Le due proposte di legge, quella contenuta nell'iniziativa dell'UDC e quella del controprogetto (approvato dai partiti liberali e democristiano con il concorso determinante della maggioranza del gruppo socialista alle Camere) accettano di fatto il rafforzamento di questo principio della doppia pena. Un concetto, come detto, di stampo razzista che, un domani, potrebbe benissimo essere alla base di altre decisioni riguardanti altre frange sociali portatrici di una particolare qualità.
Si tratta quindi di una legislazione che viola i principi fondamentali dei diritti dell'uomo, codificati in numerose risoluzioni internazionali.
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Iniziativa UDC per l'"espulsione degli stranieri": una campagna elettorale sulle spalle dei migranti
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L'UDC è ormai da decenni in permanente campagna elettorale - una campagna costata milioni di franchi e fatta sulle spalle dei migranti e dei richiedenti d'asilo. Nel 2007 l'UDC lanciò l'iniziativa per l'espulsione degli stranieri con una massiccia campagna pubblicitaria. Né la rigidità della legge vigente, che comporta ogni anno l'espulsione di stranieri che hanno subito condanne, né tantomeno l'incompatibilità dell'ultima iniziativa con il diritto internazionale, sembrano interessare l'UDC. Questa vera e propria "caccia alle streghe" contro gli stranieri non conosce limiti: in occasione della festa nazionale del primo agosto, l'UDC ha già presentato un nuovo pacchetto di iniziative in vista delle prossime elezioni nazionali del 2011.
L'UDC, evidentemente, non agisce solo in funzione elettorale. In questo partito militano frange importanti della borghesia svizzera; la quale sa benissimo che la divisione dei salariati (ed il veleno contro gli stranieri è in questo senso uno strumento preziosissimo) è una delle armi più efficaci per impedire una ripresa dell'azione dei salariati in difesa delle proprie rivendicazioni e dei propri diritti.
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Il controprogetto: La maggioranza parlamentare segue a ruota l'UDC
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I partiti di "centro" cercano anch'essi di accaparrarsi "una fetta di torta" nella campagna elettorale xenofoba. E, come rappresentanti degli interessi di altre frange delle classi dominanti, hanno da sempre approvato (seppure in forme più "moderate", meno "estremistiche") le proposte dell'UDC (il diritto d'asilo in Svizzera è diventato il peggiore di tutta l'Europa), coscienti della loro utilità per dividere i salariati e paralizzarne qualsiasi azione.
Così, invece di dichiarare l'iniziativa incostituzionale, hanno, come sempre, modificato la forma ed assunto la sostanza dell'iniziativa UDC, rendendola compatibile con il diritto internazionale, specialmente per ciò che riguarda gli accordi bilaterali stipulati con l'UE.
Inoltre, come contentino per i partiti di sinistra, al controprogetto è stato integrato un articolo relativo alla politica dell'integrazione degli stranieri (affidata ai Cantoni, che già hanno espresso le loro riserve...), il quale però non prende in considerazione il tema a essi più caro, ovvero la partecipazione politica.
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La conclusione: iniziativa e controprogetto sono un tutt'uno
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Lo ha detto a chiare lettere il presidente del Comitato di sostegno al controprogetto: iniziativa e controprogetto propongono la stessa cosa, vogliono gli stessi obiettivi. Perciò che si voti per l'iniziativa o per il controprogetto poco cambia, perché in entrambi i casi il risultato è una giustizia a tre classi. I criminali svizzeri saranno processati secondo il codice penale svizzero; per i criminali appartenenti a paesi membri dell'UE invece vale l'accordo bilaterale di libera circolazione, secondo cui i criminali potranno essere espulsi solamente nel caso in cui questi ultimi commettessero dei reati gravi anche dopo la loro detenzione. Mentre, infine, solo per gli stranieri criminali provenienti da altre parti del mondo entrerà in vigore la nuova proposta di legge.
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Per concludere
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- Nessuna giustizia speciale contro gli stranieri!
La discriminazione degli stranieri, attraverso meccanismi come quello della doppia pena, ledono fondamentalmente i principi pertanto proclamati dalla costituzione, a partire da quello della parità di trattamento tra tutti i cittadini e le cittadine. Il codice penale deve essere uguale per tutti, svizzeri o stranieri. I reati devono essere giudicati e puniti in egual modo! Non vogliamo nessuna giustizia classista (cioè che giudichi le persone a seconda della loro condizioni sociale) e razzista!
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No a provvedimenti assurdi e antidemocratici!
Le espulsioni proposte nell'iniziativa riguarderanno in particolar modo i figli di migranti che vivono e lavorano in Svizzera da tanti anni. Tanti di loro sono nati qui. E sicuramente qualcuno di loro potrebbe commettere un reato e subire una condanna superiore ad un anno (pensiamo a quelli nel settore della circolazione stradale). Ebbene, queste persone, nate e cresciute in Svizzera, potrebbero essere oggetto di una misura di espulsione. Il fatto di non possedere il "passaporto rosso" non fa di esse persone migliori o peggiori degli svizzeri. Noi siamo dell'idea che chi cresce e/o nasce qui, appartiene alla nostra società!
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Nessuna "punizione collettiva" per i famigliari!
Se si dovesse espellere un criminale straniero, allora tutta la famiglia ne sarebbe coinvolta: le mogli e i figli non potrebbero godere di nessun permesso di soggiorno e spesso non avrebbero nemmeno più i mezzi finanziari per sopravvivere rimanendo in Svizzera. Anch'essi dovrebbero lasciare il paese. Lo stesso vale se si accusa un criminale straniero adolescente: i genitori potranno "esercitare" la loro funzione educativa solo se lasciano il paese con il figlio/la figlia in questione.