Bala i ratt e dintorni


Alla fine "Bala i ratt" era l'ennesima aggressione della sempre peggiore UDC.

Sul contenuto dei cartelloni, proponiamo una riflessione scritta in occasione della campagna sull'estensione degli accordi bilaterali, quando in tutta la Svizzera apparvero cartelloni che raffiguravano corvi che sbranavano un pezzo di carne a forma di Svizzera: leggila.

Per quanto riguarda l'ormai logoro dibattito sulle proposte dei benpensanti, che immaginano di poter eliminare o sterilizzare certe posizioni xenofobe e razziste semplicemente proibendo l'affissione di quei manifesti che sono ritenuti offensivi nei confronti delle minoranze, proponiamo una provocazione, redatta in occasione della campagna contro l'iniziativa che voleva proibire la costruzione di minareti: leggila.

Notiamo inoltre che siamo entrati in campagna elettorale, e la destra populista sta segnando il terreno di gioco all'interno del quale si svolgeranno le elezioni dell'anno prossimo:
1) per sviarci dai reali problemi si dibatterà sulla presunta inclinazione alla criminalità degli stranieri;
2) per farci dimenticare chi sono i responsabili della crisi, gli stessi responsabili ci regaleranno capri espiatori pronti all'uso quali rom, immigrati in generale e il primo amore dei razzisti e xenofobi nostrani: i frontalieri.

Proponiamo una riflessione più ampia, che contestualizza l'aggressione agli stranieri in Ticino nel quadro europeo: Tendenze xenofobe e razziste in forte aumento. In Europa, i migranti nel mirino