La svastica impunita

di Lucio Negri


È di pochi giorni fa la decisione del Consiglio Federale di rendere non perseguibile l’esposizione della svastica o altri simboli razzisti o di matrice nazi-fascista. Sarà punibile solo chi usa questi simboli a scopo di propaganda. Una decisione che personalmente mi trova in disaccordo.

Innanzitutto al giorno d’oggi, nell’era del consumo e della pubblicità, dove sembra che l’importante è apparire, cosa non è propaganda[1]?? Se indossare una maglietta non fosse fare pubblicità[2] ad un prodotto o ad un determinato messaggio le multinazionali, gli enti o le associazioni non farebbero a gara a propinarci t-shirt con tanto di logo e scritte che le rappresentano. Oggi girare con una maglietta con svastica non è perseguibile, ma in fondo è propaganda.

Il Consiglio Federale si barrica dietro il pretesto che esistono molti simboli con un significato nascosto di stampo razzista o nazista (come i numeri 88 o 18) che non possono essere controllati e che quindi sono di difficile interpretazione. Sono d’accordo che non si può fare una colpa a un ragazzo nato nel 1988 e che sfoggia sulla maglietta, o tramite un tatuaggio, il suo anno di nascita, l’88 è innanzitutto un numero e come tale va trattato.

Esistono però persone che, coscienti che il loro pensiero e la loro idea di società non è più accettabile nel XXI secolo, si barricano dietro simboli utilizzati nel linguaggio comune (come i numeri) per riconoscersi e comunicare in pubblico. A queste persone il Consiglio Federale ora da la possibilità di poter sfoggiare persino il simbolo madre della loro ideologia, quella svastica hitleriana che ha disseminato di morte e distruzione l’intera Europa e che ha portato il mondo al secondo e tragico conflitto mondiale.

Sia ben chiaro, grande rispetto va al simbolo induista e buddista, sempre a croce uncinata, ma di ben altro significato, più a scopo augurale e pacifico. La svastica nazista, quella nera circoscritta in un cerchio bianco su fondo rosso, quella che sventolava alta sul Reichstag di Berlino come nei campi di sterminio, va bandita da una società che si vuole definire democratica e civile.

Con la decisione di non rendere perseguibile questi simboli di indubbia matrice xenofoba, omofoba e razzista c’è il rischio di confondere soprattutto i più giovani. I giovani, a volte, assumono posizioni forti in ambito politico, senza però avere piena coscienza di ciò che sta dietro al pensiero e ai simboli che la loro scelta politica comporta. Se già le autorità lanciano questo segnale poco chiaro, come ci si potrà muovere affinchè certe ideologie non trovino nei nostri giovani nuovi adepti e neanche tanto coscienti di ciò che questo comporta?

Ho il presagio che questo mio attacco ai simboli nazisti possa far nascere in alcune persone l’idea che insieme alla svastica bisognerebbe bandire anche altri simboli rivolti più a sinistra. La differenza sostanziale tra svastica e falce&martello è che se il primo è stato ideato dalle menti di un regime con determinate idee e sotto quel simbolo le hanno messe in pratica, il secondo è invece il simbolo indiscusso della lotta operaia, usato in seguito da regimi discutibili e che hanno manipolato il simbolo a loro piacere, macchiandosi di reati non meno gravi di quelli nazisti, ma soprattutto di un uso improprio dei simboli della lotta operaia. A pensarla cosi, che tutti i simboli sotto cui si è fatto del male vanno puniti, si arriverebbe addirittura a dover bandire la croce cristiana sotto cui i regni e gli imperi d’occidente hanno perpetrato le stragi più ignobili della storia. Non si vuole arrivare li, ma personalmente la svastica nazista è il simbolo per eccellenza di un pensiero malato, orribile, una tremenda ombra nera sulla storia recente dell’umanità, non dobbiamo e non possiamo far si che un pensiero come quello nazista possa trovare ancora sbocchi.



[1] propaganda è “l'attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini ed azioni

[2] pubblicità si intende quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori, che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui.