LADI

Campagna contro la revisione della LADI

Se non nelle scuole, dove?

Da alcune settimane, i Giovani del Mps sono presenti negli istituti scolastici superiori del cantone per promuovere la propria campagna a favore del referendum contro la quarta revisione della Legge sull’Assicurazione contro la disoccupazione (LADI) approvata in marzo dal Parlamento.

Questa revisione colpisce tutti gli assicurati, ma in modo particolare i giovani. La motivazione di fondo del Parlamento è quella di spingere i disoccupati a trovare il più in fretta possibile un lavoro.

Cosa che, detta così, potrebbe anche sembrare un obiettivo accettabile, perseguito pure da chiunque si trovi in disoccupazione: ritrovare un nuovo lavoro, un reddito, reinserirsi socialmente.

Il problema è che la riforma della LADI approvata vuole che i disoccupati ritrovano lavoro a qualsiasi condizione di tipo professionale, salariale, sociale.


“I giovani non hanno voglia di far niente, abusano dell’Assicurazione disoccupazione…” è proprio vero?

Lo stereotipo dei “giovani lazzaroni” è la tesi di fondo che sta dietro all’approvazione della revisione della LADI. Perciò è necessario, per esempio, ridurre le indennità di disoccupazione per chi ha meno di trent'anni, estendere il concetto di occupazione adeguata, cioè l'obbligo di accettare di fatto qualsiasi lavoro venga proposto, pur di non rimanere di fatto fuori dal mercato del lavoro e senza soldi.
Con queste misure peggiorative (ed altre) si vuole, come detto, spingere i giovani lavoratori ad accettare qualsiasi proposta di lavoro venga offerta, anche se questa dovesse pregiudicare la possibilità di esercitare la professione appresa.

Queste misure di risparmio ai danni di un’assicurazione sociale, si inseriscono in un contesto di crisi economica globale profonda, che vede il numero di persone disoccupate crescere sempre di più e il lavoro precario dilagare in ogni strato sociale.

I Giovani del Mps si oppongono dunque a questa misura antisociale (revisione LADI) che strumentalizzando i giovani, di fatto, ne preclude il loro futuro.


Una campagna per discutere tra giovani

Il motivo della nostra presenza nelle scuole non è tanto quello di raccogliere il maggior numero di firme possibili (obbiettivo comunque importante per bloccare tale revisione), ma è quello di poter sottoporre il problema politico ai diretti interessati, studenti e apprendisti. Questo in un contesto scolastico sempre più arido di discussioni politiche che riguardano il presente ed il futuro di noi giovani. Riteniamo importante quindi relazionarci con tutti gli studenti, per poter discutere dei loro problemi e trovare delle soluzioni. Perché si ricostituisca un movimento studentesco ampio che sia apartitico, ma non apolitico!