votazioni del 29 novembre

Pubblichiamo il comunicato stampa del Movimento per il socialismo sulle votazioni di questo fine settimana riguardanti l'iniziativa federale contro la costruzione dei minareti e il referendum contro gli sgravi fiscali sugli utili delle aziende in Ticino.

Bellinzona, 29 novembre 2009

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Il coordinamento cantonale dell’MPS ha preso atto dei risultati delle votazioni federali e cantonali odierne.

L’accettazione dell’iniziativa sui minareti, con una forte percentuale e nella stragrande maggioranza dei cantoni, rappresenta il segnale di un profondo malessere sociale, esistente ormai da tempo e che la crisi economica non ha fatto altro che accrescere ed approfondire.

Con l’approvazione di questa iniziativa è in effetti un’iniziativa xenofoba che viene approvata (anche se aveva la pretesa di affrontare questioni religiose e culturali): un fatto nuovo per la Svizzera, aggravato dal risultato chiaro con il quale questo è avvenuto.

Alla radice di questo risultato, come detto, altro non vi è che il peggioramento continuo delle condizioni di vita, di lavoro e di reddito della stragrande maggioranza della popolazione che vive in questo paese. E in un contesto di questo tipo, come spesso è avvenuto nella storia europea, vi è la ricerca di un capro espiatorio che viene molto spesso viene individuato in una o più categorie di stranieri.

Per rispondere a questa crescita di un movimento xenofobo, appare più che mai necessario affrontare i nodi economici e sociali. Solo individuando i veri responsabili della crisi economica e sociale che stiamo vivendo, solo apportando radicali cambiamenti sociali sarà possibile estirpare il sentimento xenofobo instillato nella società da forze politiche che vogliono in questo modo evitare che la collera dei salariati si rivolga verso i veri responsabili del disastro economico e sociale nel quale ci troviamo.

L’MPS prende pure atto con soddisfazione che la popolazione ticinese ha bocciato la proposta di diminuire l’aliquota fiscale sugli utili delle persone giuridiche.

Questo risultato è certamente importante; tuttavia, da solo, non servirà a modificare la politica del governo e della maggioranza del Parlamento che continua a rifiutare di adottare misure appropriate per combattere la crisi economica e sociale che vede in Ticino migliaia e migliaia di persone senza lavoro.

Un programma d’urgenza contro la crisi, come quello presentato qualche mese fa dall’MPS, appare sempre più necessario per fronteggiare una situazione la cui drammaticità ci è stata ricordata, ancora nei giorni scorsi, da decisioni come quella della Mikron.


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