Rivoluzione ottobre '09

La crisi colpisce i giovani e il loro diritto allo studio e al lavoro

A fine settembre erano circa 1’210 i giovani al di sotto dei 24 anni senza lavoro. Se allarghiamo questo calcolo a tutti coloro che hanno meno di trent’anni arriviamo ad un totale di 2'144: quasi un terzo (oltre il 31%) di tutti i disoccupati annunciati in Ticino.
Molti provengono dagli studi accademici, molti hanno seguito un tirocinio, molti ancora non hanno trovato la possibilità di seguire un tirocinio, né hanno intenzione di seguire degli studi.
Da qualche anno ormai, e molto prima che la crisi economica si manifestasse unitamente alla crisi finanziaria, i giovani hanno sempre più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Basti ricordare che a fine agosto la percentuale di disoccupati tra 15 e 24 anni superava il 15%: tre volte più della percentuale ufficiale dei disoccupati (4,6%).
Possiamo quindi affermare che la crisi colpisce in modo particolare i giovani e per cause molteplici.
Nel mondo dell’apprendistato appare evidente che il tipo di formazione proposta non corrisponde spesso né alle esigenze dei giovani né alle disponibilità di posti di lavoro offerti dal mercato del lavoro. Lo sforzo che ogni anno viene fatto per “collocare a tutti i costi” giovani che cercano un posto di apprendistato si riflette poi alla fine del tirocinio (senza contare i molti contratti di apprendistato che vengono interrotti): i datori di lavoro non vogliono tenere manodopera che a quel punto considerano troppo cara e i giovani spesso non vogliono proseguire una professione che non amano e verso la quale sono stati “spinti” giusto per trovare un posto di tirocinio.
Per chi invece proviene dal mondo universitario è sempre più difficile trovare un posto di lavoro a causa della rarefazione dell’offerta dei posti di lavoro stabili; sempre più l’inserimento nel mondo del lavoro avviene in modo precario (a tempo parziale), con una serie di contratti a tempo determinato che si susseguono (per pochi mesi), in condizioni salariali sempre più difficili.
Una condizione, d’altronde, che non fa che continuare quella universitaria. Infatti sono ormai la stragrande maggioranza (quasi il 70%) gli studenti universitari che, per potersi mantenere agli studi, debbono contemporaneamente studiare e lavorare.
La diminuzione delle borse di studio e la sempre più precaria situazione finanziaria delle famiglie rimette sempre più in discussione la possibilità di continuare i propri studi, il diritto allo studio.
Rimessa in discussione del diritto allo studio ed alla formazione e disoccupazione giovanile dilagante sono due aspetti che rendono oggi sempre più difficile e misera la condizione giovanile, le condizioni di lavoro, di studio e di vita di migliaia di giovani.
E come se non bastasse ecco l’annuncio, proprio nei giorni scorsi di una nuova stangata sui premi di cassa-malati che colpisce in modo particolare i giovani fino ai 25 anni (con aumenti quasi del 10%). Aumenti che peseranno sui già fragili redditi dei giovani o, in moltissimi casi, su quelli delle famiglie nelle quali i giovani sono sempre più costretti a vivere per mancanza di un’alternativa concreta.

Contro tutto questo è necessario lottare per
- l'introduzione di un salario minimo legale per gli apprendisti di 1'000 franchi al primo anno (con un aumento del 30% per ogni altro anno successivo di apprendistato)
- il raddoppio dei posti di tirocinio nel settore pubblico e parapubblico
- il potenziamento delle scuole professionali a tempo pieno per la formazione di giovani che non trovano un posto di apprendistato
- un aumento del 20% della somma messa a disposizione dal Cantone per gli assegni di studio
- l’aumento del limite di reddito determinante al di sotto del quale scatta il diritto all'assegno di studio
- la gratuità dei trasporti pubblici per i giovani fino a 25 anni
- l’ introduzione per tutte le manifestazioni culturali e spettacoli di un biglietto ridotto di 5 franchi, per tutti i giovani fino a 25 anni


Mobilitiamoci!
Di fronte a queste prospettive è necessario che i giovani, gli studenti e gli apprendisti si mobilitino. Organizziamoci a sostegno delle nostre rivendicazioni. prendiamo posizione contro questa politica e discutiamo misure di lotta per combatterle. È ora di muoversi e di organizzarsi per far sentire la nostra voce!