Il razzismo e l’intolleranza per metafore: diciamo un secco NO!

Ai salariati servono unità e solidarietà

Il confine tra autoritarismo di destra e fascismo è culturalmente molto sottile e, a tratti, quasi invisibile. Ne è un plateale esempio l’UDC, partito dell'estrema destra governativa, che, se da una parte non può essere definito fascista in senso stretto, ha dei tratti che ammiccano molto da vicino al fascismo e al nazismo, soprattutto nelle sue campagne mediatiche. La facilità con cui alcuni gruppi di ispirazione neofascista hanno potuto riutilizzare a casa loro, praticamente senza modifiche il famigerato manifesto delle pecore bianche contro quelle nere, ne è la prova.Ma l’UDC non è nuova all’uso spregiudicato (per usare un eufemismo) delle metafore. Qualcuno ricorderà i ratti rossi, che rappresentavano i socialisti, intenti a mangiare i soldi della Svizzera. Ultimo in ordine di tempo, è il manifesto che rappresenta gli stranieri come corvi che mangiano un pezzo di carne a forma di Svizzera, con tanto di croce nella campagne per il NO ai nuovi accordi bilaterali. Sia detto per inciso, si tratta di una manovra ancora più becera, perché sfrutta una reale preoccupazione della popolazione residente in Svizzera, che è quella del peggioramento delle condizioni di vita attraverso la liberalizzazione del mercato del lavoro, ma declinandola ai peggiori bassi istinti della popolazione. Alla libera circolazione così come è stata costruita dai partiti borghesi ci opponiamo anche noi del MPS, non per motivi ideologici e razzisti, ma perché la possibilità di entrare in Svizzera per lavorare non è accompagnata da reali garanzie di una vita dignitosa sia per chi già vive in Svizzera che per chi ci arriverà alla ricerca di lavoro. Questo gioco al ribasso delle condizioni di lavoro pone inevitabilmente in concorrenza stranieri e autoctoni, rafforzando le basi della xenofobia e del razzismo. Ci opponiamo dunque agli accordi bilaterali non per dividere, come fa l’orrenda campagna UDC, ma per unire i lavoratori in una lotta per condizioni di lavoro uguali tra loro e migliori. Tornando alla questione delle campagne mediatiche dell’UDC, per chi ha la memoria corta, vale la pena ricordare che il nazismo ha usato la stessa strategia sul piano mediatico, rappresentando di volta in volta i nemici sotto forma di animali connotati come parassiti e nocivi, dai topi agli scarafaggi, ecc. L'ausilio di metafore da parte dei vertici nazisti, per anni continuamente ripetute al loro popolo, hanno aperto la strada all’identificazione degli oggetti a cui la metafora era rivolta, con la metafora stessa. Nella mente del popolo tedesco si è dunque progressivamente prodotta una vera e propria disumanizzazione del nemico e del diverso, fino ad arrivare, se non all’appoggio dello sterminio, a una sua accettazione come necessità storica.Questo è uno dei motivi per cui si deve rifiutare con forza questo tipo di aggressioni propagandistiche, per non lasciar passare impunemente certa retorica che, nascondendosi dietro un concetto distorto della libertà d’espressione, fomenta odio e intolleranza. Ai salariati servono unità e solidarietà per difendere i loro diritti e non odio e divisione.