La manovra finanziaria e la scuola

I tagli annunciati dal governo implicano risparmi per oltre 17 milioni nella scuola. Toccano vari aspetti della vita scolastica e rischiano, di avere pesanti ripercussioni sulle condizioni di insegnamento e di apprendimento.

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Il Preventivo 2009 conferma i tagli

La scuola passa, di nuovo, alla cassa

Le misure preannunciate in luglio sono state praticamente tutte accolte dalla versione definitiva del Preventivo 2009. Molte fanno parte della manovra finanziaria nel senso che la loro attuazione nel Preventivo 2009 non è che il primo passo di una realizzazione completa che sarà portata a termine negli anni seguenti (con orizzonte il 2011).

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Manifestazione studentesca del 15 ottobre

Il primo incoraggiante segnale di risposta degli studenti

Il nostro bilancio della manifestazione di Bellinzona, a cui abbiamo preso parte con un nostro volantino.

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Due cicli di discussione su crisi e capitalismo

La profonda crisi che sta vivendo il mondo capitalista ha rilanciato il dibattito sul capitalismo, sulla sua natura, sul suo funzionamento. In particolare l'attenzione è stata posta sul ruolo che nel funzionamento del capitalismo, fin dalla sua nascita, hanno le crisi. Marx vi ha dedicato una parte importante della sua maggiore opera e nella storia del movimento operaio questo tema è stato uno dei più analizzati e dibattuti.

Gli sviluppi di questi ultimi mesi ci dicono che siamo confrontati con una crisi di ampia portata che non è solo una crisi finanziaria, ma una crisi complessiva del modello di accumulazione capitalistico prevalso a partire dagli anni '80. Un modello lanciato per rispondere alla caduta del saggio di profitto che ha caratterizzato tutto il mondo capitalista dopo l'onda di sviluppo economico del dopoguerra.

Shock come quelli vissuti in queste ultime settimane possono essere il punto di partenza di una crisi economica profonda, di una recessione che può facilmente trasformarsi in una depressione con conseguenze sociali pesantissime per la stragrande maggioranza della popolazione.

Per questa ragione ci è sembrato opportuno ed utile organizzare un ciclo di tre serate di formazione/discussione dedicate proprio al concetto di crisi. Il ciclo verrà organizzato sia nel Sopraceneri che nel Sottoceneri, onde garantire la possibilità a tutti i compagni e le compagne di parteciparvi.

1. La teoria delle crisi nel marxismo e i suoi sviluppi

Verrà illustrata l'analisi che Marx e la tradizione marxista (nelle sue varianti) hanno assegnato al concetto di crisi. In particolare verranno presentati gli elementi, le contraddizioni, che portano alla crisi del sistema capitalista e i loro sviluppi nell'ambito della evoluzione del capitalismo stesso

2. Le crisi maggiori nella storia del capitalismo

Saranno illustrate e commentate le crisi maggiori della storia del capitalismo, in particolare di quello del Novecento, e le conseguenze che esse hanno avuto sullo sviluppo del capitalismo.

3. L'attuale crisi: origini e prospettive

Analizzeremo i meccanismi che hanno portato all'attuale crisi e cercheremo di schizzare alcune prospettive sia dal punto di vista economico che   da quello politico e sociale 

Per i compagni e le compagne del Sopraceneri le tre serate avranno luogo con il seguente calendario:

- giovedì 6 novembre

- giovedì 13 novembre

- giovedì 20 novembre 

Gli incontri si terranno a Bellinzona, presso la sede MPS, viale Portone 11, con inizio alle ore 20.15

Per i compagni e le compagne del Sottoceneri le tre serate avranno luogo con il seguente calendario:

- lunedì 10 novembre

- lunedì 17 novembre

- lunedì 24 novembre

Gli incontri si terranno a Massagno, presso  il Ristorante Valletta, via dei Platani 1 (vicino al cinema Lux), con inizio alle ore 20.15

Le serate sono aperte a tutte le persone interessate.                                

Incoraggiante mobilitazione degli studenti

Una prima esperienza da rilanciare

Alla fine sono state diverse centinaia gli studenti e gli apprendisti che sono scesi in piazza nel quadro dello sciopero contro i tagli nella scuola. Un risultato positivo in ogni caso, segno che vi è una disponibilità, in particolare tra gli studenti del settore medio-superiore e gli apprendisti, a mobilitarsi. Certo la mobilitazione resta ancora limitata (non dobbiamo dimenticare che gli studenti e gli apprendisti ai quali la mobilitazione si rivolgeva sono circa diecimila in Ticino); ma è un inizio che fa ben sperare e che bisogna cercare di sviluppare, in particolare migliorando alcuni aspetti politici ed organizzativi. 

Una preparazione insufficiente

Non vi sono dubbi che la manifestazione non è stata preparata in modo sufficiente. Poche le assemblee di preparazione che hanno discusso i temi in discussione, che hanno affrontato nel dettaglio con gli studenti le misure che il governo proponeva e propone; un elemento questo decisivo per aumentare sia la politicizzazione (nel senso di comprensione della lotta alla quale partecipano) degli studenti e degli apprendisti, sia per dare una maggiore continuità all'azione.

A questa necessità di maggiore discussione nelle scuole deve poi seguire un rafforzamento dell'organizzazione degli studenti e degli  apprendisti nelle scuole stesse. In particolare attraverso la creazione di comitati d'azione (in questo caso contro i tagli nella scuola) che avrebbero il compito di stimolare ed organizzare la discussione e la partecipazione degli studenti.

Docenti e studenti uniti

Se si pone occhio alle misure previste dal Preventivo 2009 sulla scuola si notano sostanzialmente due tipi di misure. Il primo tende a peggiorare sia la qualità dell'insegnamento che dell'apprendimento; il secondo rimette in discussione il diritto allo studio.

Appartengono al primo tipo di misure tutti quei provvedimenti che agiscono concretamente sull'organizzazione scolastica e dell'insegnamento (numero di allievi per classe, diminuzione del monte-ore, diminuzione della dotazione oraria, riorganizzazione dei corsi, etc.). Al secondo tipo appartengono misure come quella relativa alla modifica del rapporto tra assegni e prestiti di studio (il governo propone di aumentare di 4 milioni da qui al 2011 i prestiti di studio a scapito degli assegni di studio, aumentando la percentuale complessiva dei prestiti sul totale delle borse erogate dall'attuale 18% al 36%, in pratica il doppio).

Per il primo tipo di misure diventa fondamentale cercare di costruire un'alleanza con gli insegnanti, all'interno dei quali vi è, ormai da tempo, un forte sentimento di scontento. Un disagio che, per il momento, non ha potuto trovare espressione anche a causa dell'arrendevole politica delle direzioni sindacali del settore pubblico, pacificate dopo la "vittoria" sul tema del rincaro. Attorno a queste misure sarebbe possibile, ed auspicabile, che nelle scuole si costituisse dei comitati di azione contro i tagli nella scuola (come indicato qui sopra) che vedessero assieme docenti e studendi: un'occasione per avere uno scambio di opinioni e per coordinare l'azione.

Rafforzare la discussione e l'organizzazione nelle scuole

E' questa, come detto, la priorità per il prossimo periodo. Dobbiamo assolutamente rafforzare l'organizzazione degli studenti nelle scuole, in particolare attraverso la costituzione di comitati d'azione contro i tagli nella scuola e per il diritto allo studio. E' su questa base che potranno essere messi in movimento altri studenti, in particolare di quelle scuole che, per ragioni diverse, questa volta non hanno potuto partecipare alla mobilitazione.

Ed accanto a questo lavoro di organizzazione sarà necessario approfondire i temi in discussione, fornire agli studenti e agli apprendisti materiali di riflessione, di analisi, di approfondimento: in modo che la loro partecipazione ed il loro impegno sia sempre più ampio e cosciente.     

Il Preventivo 2009 conferma i tagli

La scuola passa, di nuovo, alla cassa

 di Lucio Finzi

 

Le misure preannunciate in luglio sono state praticamente tutte accolte dalla versione definitiva del Preventivo 2009. Molte fanno parte della manovra finanziaria nel senso che la loro attuazione nel Preventivo 2009 non è che il primo passo di una realizzazione completa che sarà portata a termine negli anni seguenti (con orizzonte il 2011).

Le scuole saranno così confrontate con minori ore di insegnamento a disposizione (con la diminuzione della dotazione oraria, del monte-ore di sede, del numero di allievi per classe); vedranno di conseguenza peggiorare le condizioni di  insegnamento e di apprendimento, in perfetta sintonia con quanto, a poco a poco e per l'accumulazione di misure, sta avvenendo da anni. Particolarmente pesante rischia poi di essere la decisione del taglio lineare del personale (1%), in particolare per il personale amministrativo in molte sedi (ad esempio in quelle di scuola media) dove già è ridotto all'osso.

Infine vi sarà tutta una serie di riduzioni nel settore professionale in ambiti ben diversi da dove invece il settore è confrontato da tempo con sprechi e sovrapposizioni frutto di politiche clientelari che poco o nulla hanno a che vedere con la formazione. Come al solito in quegli ambiti non si tocca nulla.


Indebitarsi per studiare

Abbiamo già analizzato ampiamente (cfr. l'ultimo numero di Solidarietà) qual è il contesto nel quale il governo intende modificare il sistema delle borse di studio. Abbiamo visto come l'obiettivo di risparmio con la modificare dell'attuale regolamento si situi a fine legislatura a circa 4 milioni di franchi. In altri termini la nuova ripartizione dei circa 21 milioni di borse di studio attualmente versati si modificherebbe nel rapporto tra assegni e prestiti di studio. Dall'attuale 18% del totale i prestiti di studio raddoppierebbero per rappresentare il 36% del totale delle borse di studio.

Il Preventivo dà ora   qualche informazione supplementare su come intende procedere il governo: "la misura…prevede di sostituire in parte gli assegni di  studio con prestiti.

Concretamente, si propone di introdurre la combinazione assegno 2/3 e prestito 1/3 per le formazioni del settore terziario, ossia per gli studi superiori". In altre parole tutto  il settore universitario e, più in generale, post-liceale vedrà modificato il sistema di erogazione delle borse di studio.

Concretamente questo significa che saranno circa 1000 gli studenti che vedranno il loro attuale assegno di studio diminuire di 1/3 che verrà trasformato in prestito di studio che dovranno rimborsare (con relativi interessi). I debitori (cioè coloro che beneficiano di un prestito) passeranno così dagli attuali 2000 a circa 3000.

Le ragioni per opporsi a questa proposta sono numerose. Prima di tutto va ricordato che poter studiare diventa sempre più difficile per chi appartiene ad una famiglia dotata di sufficienti mezzi finanziari. L'aumento del costo della vita nelle città (affitti e trasporti in particolare), dei costi per il materiale (libri, etc.), delle tasse universitarie rendono sempre più difficile sbarcare il lunario per gli studenti. A tal punto che, come hanno confermato recenti studi, più della metà degli studenti universitari deve trovarsi un lavoro accanto agli studi per poter far quadrare il bilancio. Con tutte le conseguenze, evidentemente, sulla qualità del suo apprendimento.

Va poi ricordata un'altra evoluzione legata al mercato del lavoro, che aiuta a capire quanto socialmente regressiva sia la proposta di aumentare i prestiti di studio. Il governo, nel messaggio sul Preventivo già citato, ricorda che questa modificazione del rapporto tra prestiti e assegni non è nuova, ma è già stata messa in pratica negli anni ottanta.

Ma proprio rispetto a quel periodo sono intervenute due modifiche sostanziali. Da un lato l'inserzione nel mercato del lavoro dei laureati avviene sempre più tardi; dall'altro sempre più spesso vengono offerti lavori precari e con livelli salariali sostanzialmente modesti. Questa nuova configurazione rende assai diversa, rispetto proprio ad una ventina di anni fa, la situazione di un laureato che entra nel mondo del lavoro con un debito da smaltire.

Infine non può essere non sottolineato il fatto che, nell'attuale contesto economico e sociale (e nel suo ormai certo peggioramento) questa misura apre la strada a processi di privatizzazione. Per quale ragione non potrebbe svilupparsi uno scenario all'americana nel quale è il settore finanziario privato a "sostenere" gli studi universitari attraverso forme di prestito? Dall'aumento dell'indebitamento pubblico allo sviluppo di quello privato per finanziare gli studi il passo rischia di essere veramente breve.                   

Difendiamo il diritto allo studio

La manovra finanziaria e la scuola

I tagli annunciati dal governo implicano risparmi per oltre 17 milioni nella scuola. Toccano vari aspetti della vita scolastica e rischiano, di avere pesanti ripercussioni sulle condizioni di insegnamento e di apprendimento.


Il Preventivo 2009 conferma i tagli

La scuola passa, di nuovo, alla cassa


Le misure preannunciate in luglio sono state praticamente tutte accolte dalla versione definitiva del Preventivo 2009. Molte fanno parte della manovra finanziaria nel senso che la loro attuazione nel Preventivo 2009 non è che il primo passo di una realizzazione completa che sarà portata a termine negli anni seguenti (con orizzonte il 2011).

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