Incoraggiante mobilitazione degli studenti

Una prima esperienza da rilanciare

Alla fine sono state diverse centinaia gli studenti e gli apprendisti che sono scesi in piazza nel quadro dello sciopero contro i tagli nella scuola. Un risultato positivo in ogni caso, segno che vi è una disponibilità, in particolare tra gli studenti del settore medio-superiore e gli apprendisti, a mobilitarsi. Certo la mobilitazione resta ancora limitata (non dobbiamo dimenticare che gli studenti e gli apprendisti ai quali la mobilitazione si rivolgeva sono circa diecimila in Ticino); ma è un inizio che fa ben sperare e che bisogna cercare di sviluppare, in particolare migliorando alcuni aspetti politici ed organizzativi. 

Una preparazione insufficiente

Non vi sono dubbi che la manifestazione non è stata preparata in modo sufficiente. Poche le assemblee di preparazione che hanno discusso i temi in discussione, che hanno affrontato nel dettaglio con gli studenti le misure che il governo proponeva e propone; un elemento questo decisivo per aumentare sia la politicizzazione (nel senso di comprensione della lotta alla quale partecipano) degli studenti e degli apprendisti, sia per dare una maggiore continuità all'azione.

A questa necessità di maggiore discussione nelle scuole deve poi seguire un rafforzamento dell'organizzazione degli studenti e degli  apprendisti nelle scuole stesse. In particolare attraverso la creazione di comitati d'azione (in questo caso contro i tagli nella scuola) che avrebbero il compito di stimolare ed organizzare la discussione e la partecipazione degli studenti.

Docenti e studenti uniti

Se si pone occhio alle misure previste dal Preventivo 2009 sulla scuola si notano sostanzialmente due tipi di misure. Il primo tende a peggiorare sia la qualità dell'insegnamento che dell'apprendimento; il secondo rimette in discussione il diritto allo studio.

Appartengono al primo tipo di misure tutti quei provvedimenti che agiscono concretamente sull'organizzazione scolastica e dell'insegnamento (numero di allievi per classe, diminuzione del monte-ore, diminuzione della dotazione oraria, riorganizzazione dei corsi, etc.). Al secondo tipo appartengono misure come quella relativa alla modifica del rapporto tra assegni e prestiti di studio (il governo propone di aumentare di 4 milioni da qui al 2011 i prestiti di studio a scapito degli assegni di studio, aumentando la percentuale complessiva dei prestiti sul totale delle borse erogate dall'attuale 18% al 36%, in pratica il doppio).

Per il primo tipo di misure diventa fondamentale cercare di costruire un'alleanza con gli insegnanti, all'interno dei quali vi è, ormai da tempo, un forte sentimento di scontento. Un disagio che, per il momento, non ha potuto trovare espressione anche a causa dell'arrendevole politica delle direzioni sindacali del settore pubblico, pacificate dopo la "vittoria" sul tema del rincaro. Attorno a queste misure sarebbe possibile, ed auspicabile, che nelle scuole si costituisse dei comitati di azione contro i tagli nella scuola (come indicato qui sopra) che vedessero assieme docenti e studendi: un'occasione per avere uno scambio di opinioni e per coordinare l'azione.

Rafforzare la discussione e l'organizzazione nelle scuole

E' questa, come detto, la priorità per il prossimo periodo. Dobbiamo assolutamente rafforzare l'organizzazione degli studenti nelle scuole, in particolare attraverso la costituzione di comitati d'azione contro i tagli nella scuola e per il diritto allo studio. E' su questa base che potranno essere messi in movimento altri studenti, in particolare di quelle scuole che, per ragioni diverse, questa volta non hanno potuto partecipare alla mobilitazione.

Ed accanto a questo lavoro di organizzazione sarà necessario approfondire i temi in discussione, fornire agli studenti e agli apprendisti materiali di riflessione, di analisi, di approfondimento: in modo che la loro partecipazione ed il loro impegno sia sempre più ampio e cosciente.