25° Campeggio Internazionale






La rivoluzione non va in vacanza


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di Francesco Sergi*





Si sono separati nella notte di Besalù, tra le colline dell’entroterra catalano. Si sono ritrovati accomunati, anche se distanti, poche ore più tardi, fermi ai bordi delle strade, sulle vie di casa. Questa è la sorte è toccata a diverse centinaia di giovani in partenza dal 25° campeggio internazionale della gioventù rivoluzionaria, anticapitalista, femminista, ecologista (meglio noto come “il Campo”), conclusosi nella tarda serata del 1° agosto. I quattro autobus su cui viaggiavano giovani diretti verso Italia, Portogallo, Belgio, Olanda, Nord Europa e Francia sono stati fermati dalla polizia catalana e dalla Guardia civil spagnola. Un controllo poliziesco predisposto e mirato, che non ha assunto soltanto il tipico carattere vessatorio, di intimidazione (controlli di identità e alcune perquisizioni di bagagli, qualche ora di viaggio persa fermi in mezzo alla strada); ma anche accenti brutali, quando i giovani del pullman diretto in Portogallo, spagnoli e portoghesi, sono stati costretti dai Mossos d’Esquadra a scendere dall’autobus “mani sulla testa”.
Piccole intimidazioni che ci aiutano a ricordare, se ce ne fosse bisogno, che volere cambiare il mondo, lottare, all’interno di un movimento sociale, di un sindacato o di un’organizzazione politica, per una società più equa e giusta, più democratica e rispettosa degli uomini e delle donne, dei loro bisogni e aspirazioni, resta ancora un’attività “sovversiva”, guardata a vista, in varie forme, più o meno visibili e brutali, in tutte le parti del mondo e anche in Europa.





Cifre positive

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L’episodio di cui sopra ha purtroppo fatto da appendice al 25° campeggio internazionale, tenutosi a Besalù, in Catalogna, dal 26 luglio al 1° agosto. Campo che invece si era svolto, e concluso, nella migliore delle maniere, con il più positivo dei bilanci: 560 i partecipanti da tutto il mondo, da diverse organizzazioni politiche; per 250 giovani circa si trattava della prima esperienza al Campo.
La delegazione più numerosa, quella francese del “Nuovo partito anticapitalista” (200); presenti inoltre compagni da Italia, Stato spagnolo, Portogallo, Germania, Gran Bretagna, Scozia, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, Polonia, Marocco, Argentina, Palestina, Venezuela, Filippine… E inoltre, anche una decina dalla Svizzera, tra Svizzeri tedeschi e italiani, questi ultimi con una presenza organizzata dall’MPS-TI.





La rivoluzione non va in vacanza…
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Un Lenin versione estiva, con ciambella e costume (collezione estate 1917 ovviamente!), però con il basco in testa: questa la vignetta-logo del campo preparata da Espacio Alternativo, organizzazione politica dello Stato spagnolo legata alla Quarta Internazionale e ospite per il Campo di quest’anno. E uno slogan, sopra cotanto personaggio: “Este verano, la revolucion no tiene vacaciones”, “Quest’estate, la rivoluzione non va in vacanza”.
Già, non fa vacanza (mai), di questo abbiamo detto… Tuttavia trova il tempo di divertirsi parecchio. Tra un forum e un workshop, un corso di formazione e una riunione interdelegazione, il clima del Campo (non quello meteorologico, peraltro piuttosto insopportabile) si è fatto come sempre apprezzare. Incantevole la locazione del campeggio, la “comida” decisamente buona e abbondante, la “decorazione” degli spazi con striscioni e manifesti curata nel dettaglio, la moneta interna del Campo (quest’anno denominati “POUM”, in memoria dell’organizzazione rivoluzionaria attiva durante la guerra civile in Spagna), la “discoteca libera, discoteca rossa”... I tasselli che compongono il modello, in minuscola scala, di un’altra società possibile, autorganizzata e autogestita.
Vale la pena spendere alcune osservazioni in merito al clima politico nello stato spagnolo. Il contesto in cui agisce Espacio alternativo è caratterizzato, come altrove in Europa, da un vuoto politico a sinistra, causato dall’evoluzione della socialdemocrazia al governo (cf. il dossier “Zapatero alla resa dei conti?”, pubblicato sull’ultimo numero di Solidarietà prima della pausa estiva) sia dal fallimento di maldestri tentativi unitari di “sinistra di sinistra” (Izquierda Unida, cf. il medesimo dossier). A destra, un partito conservatore socialmente radicato, capace anche di mobilitare in strada la società, fortemente aggressivo nell’ambito della politica migratoria e sulla questione basca. Nel mezzo, una situazione sociale che, anche qui in analogia con il resto dell’Europa, risente dell’aumento del costo della vita, della compressione dei salari e del ribasso delle condizioni di lavoro. Espacio Alternativo, e le varie organizzazioni che ne fanno parte (organizzate per regioni autonome – Catalogna, Andalusia, Paesi Baschi etc.), portano avanti in questo contesto una coerente politica di sostegno ai movimenti sociali (repressi e criminalizzati più che mai nello Stato spagnolo, anche negli ultimi tempi. Basti pensare all’episodio con cui abbiamo aperto l’articolo), di lotta anticapitalista e rivoluzionaria, femminista ed ecologista.





Portate principali
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Dell’abbuffata politica consumata in una settimana di attività frenetiche, ecco una breve recensione dei principali piatti serviti nei workshop, nelle formazioni, nei meeting.
A catturare l’attenzione è sicuramente l’inedita esperienza di costruzione del “Nuovo partito anticapitalista” (NPA), promosso in Francia dalla Ligue Communiste Révolutionnaire (LCR), di cui anche su questo giornale i nostri lettori hanno potuto leggere qualche cosa. Oltre alle considerazioni sul processo evolutosi, con risvolti di sorprendente successo, nel caso francese, si è posta la discussione, più generale, di analoghe strategie di ricomposizione delle forze anticapitaliste e rivoluzionarie nei vari contesti europei, con particolare riferimento a esperienze di costruzione come quelle del Bloco de Esquerda portoghese, l’alleanza Rosso-Verde in Danimarca, Sinistra Critica in Italia.
Contro i processi di riforma mossi dalla marea degli Accordi di Bologna si muovono da diversi anni gli studenti di tutto il continente, affrontando, un’ondata dopo l’altra, i tentativi di controriforma dell’istruzione imbastiti dai governi nazionali per precarizzare, autonomizzare, tagliare, fare selezione, isolare, etc. Il movimento studentesco europeo ha visto, nell’anno trascorso, lo sviluppo di un forte movimento dei liceali in Francia (di cui abbiamo riferito su Solidarietà) e lunghi scioperi generali degli universitari in Grecia. Bilanci e prospettive di un’esperienza ormai pluriennale hanno dato modo nuovamente anche di riflettere sulle basi dell’autorganizzazione studentesca e di analizzare ancora l’evoluzione del processo neoliberale di contro-riforma dell’educazione.
Un nuovo movimento femminista, è invece il tema di discussione catalizzato in particolare dall’esperienza italiana di questa fine inverno, di fronte all’offensiva clericale su diversi fronti, tra cui quello del diritto all’aborto.
Altro tema caldo, la questione ambientale e la necessità, per le organizzazione anticapitaliste e rivoluzionarie, di fare proprio un patrimonio politico ecologista.





!Continuem el combate!
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Altamente qualificato il programma politico, entusiasmanti gli interventi, numerosissimi i richiami e le testimonianze alle principali lotte sociali svoltesi nel mondo durante gli scorsi dodici mesi.
Un Campo ben riuscito, un degno modo di festeggiare i molti anniversari importanti per il 2008: a quarant’anni dal 1968, i settant’anni della Quarta Internazionale… e i venticinque anni del Campo stesso. E il modo di festeggiare, come ben esprimeva lo slogan giganteggiante in otto lingue sullo striscione di fondo dello spazio forum, è stato: !continuem el combate!
Poche commemorazioni e retrospettive. Molto “presente” e “passato prossimo” invece nelle discussioni che hanno animato la settimana afosa a Besalù, con i resoconti e bilanci di numerose esperienze di lotta sindacali, politiche e sociali, a dimostrazione della presenza e del ruolo attivo, quando non di “direzione” (di punto di riferimento), che le organizzazioni politiche anticapitaliste e rivoluzionarie giocano attualmente all’interno dei movimenti sociali europei e non solo.
Dai lavoratori del McDonald di Granada, agli autobus barcellonesi, agli universitari francesi e greci, i cittadini napoletani, i giovani autogestiti danesi, gli studenti della Sapienza… Un coro di voci multilingue (talvolta un po’ babelico… i problemi per le traduzioni sono sempre ardui a risolversi), tuttavia un coro perfettamente intonato su una medesima nota: questa società è iniqua e ingiusta, va cambiata e ricostruita, dal basso, attraverso i movimenti sociali e l’autorganizzazione dei lavoratori. Ma questa è teoria, anche difficile da sintetizzare in parole. L’unico modo di afferrare quella nota, anticapitalista e rivoluzionaria, che fa muovere così sorprendentemente all’unisono centinaia di giovani, sarebbe rendere conto di tutte le testimonianze e le discussioni che si svolgono durante la settimana. E nemmeno quella ci riuscirebbe di farla entrare in queste colonne… C’è solo una soluzione: partecipare al prossimo Campo! Continuem el combate!










* articolo pubblicato su Solidarietà del 28 agosto 2008