Finale di partita

GIUSTIZIA È FATTA


Ci eravamo lasciati, in chiusura di primo tempo, su un netto vantaggio per le Officine, 1-0 su Meyer e i vertici FFS. Ci eravamo lasciati con abbracci e la sensazione di una vittoria eccezionale.

Tutto questo accadeva il 7 aprile, un sabato di festa, quando dopo la riunione di Berna presieduta da Leuenberger la direzione e il consiglio di amministrazione FFS aveva capitolato, ceduto. Piegati da un mese di sciopero degli operai di Bellinzona, infine Meyer e Lalive D'Epinay avevano deciso di ritirare i loro piani di ristrutturazione.

La notizia, giunta a fine pomeriggio in Ticino, si era diffusa in un momento, dando il via a grandi festeggiamenti (leggi).





Dal 7 aprile in poi la maggior parte del popolo delle Officine ha però vissuto preoccupato e teso. C'era la coscienza di come la tavola rotonda fosse un terreno viscido, dove facilmente la direzione FFS avrebbe potuto invischiare gli operai in dibattiti infiniti, in balletti di cifre (leggi).

Insomma, tutti col fiato sospeso abbiamo guardato alla fase preparatoria e alla prima riunione della tavola rotonda. Una serie di brutti segnali hanno fatto salire ancora di più la tensione. Soprattutto dopo la prima tavola rotonda, tutto sembrava andare nella peggiore delle previsioni (leggi).

Certo, tutti col fiato sospeso, ma mica immobili e passivi. Il popolo delle Officine ha continuato la mobilitazione e la pressione con le manifestazioni del 1° maggio, l'assemblea popolare del 21 maggio (leggi la risoluzione), animando ancora i comitati regionali di sostegno, consegnando l'iniziativa per un polo tecnologico a livello cantonale (foto consegna) e una petizione analoga al governo grigionese (foto consegna).




Anche all'interno dell'Officina, dopo la ripresa del lavoro, sono stati mantenuti fondamentali momenti di discussione politica (assemblea dei lavoratori settimanel durante l'orario di lavoro) e dunque un alto livello di attenzione, coscienza e coesione.

È grazie a tutto questo, è, non ci stancheremo di ripeterlo (anzi, lo ripeteremo più spesso, perché presto qualche "revisionista" si farà certo avanti) grazie alla LOTTA, alla mobilitazione sociale diffusa e determinata, che ora le Officine, cioé gli operai, le loro famiglie, i loro "supporters", cioé tutte le migliaia di giovani, anziani, lavoratorici e lavoratori ticinesi che li hanno sostenuti in questi mesi, possono festeggiare il finale di partita. Con una grandissima vittoria: il futuro delle Officine, nel servizio pubblico.





E ora, possiamo spingerci oltre le Officine: l'esempio di quanto è accaduto a Bellinzona sarà già sabato tema di discussione per sindacalisti, lavoratori e militanti politici da tutta la Svizzera (leggi... e partecipa!).