Il commento - Le Officine e la Sapienza


La Sapienza e il Papa

Il 28 febbraio scorso è stato nostro ospite il portavoce dei Collettivi studenteschi universitari: Giorgio Sestili (leggi). Abbiamo discusso con lui del problema delle ingerenze vaticane in Italia e delle forme di resistenza che si stanno organizzando per limitare una presenza, quella della Chiesa, da sempre ingombrante nel paese.

Durante la discussione che è seguita abbiamo parlato, oltre che dei risvolti politici dei fatti ormai noti della Sapienza e dei possibili sviluppi del movimento scaturito da quei giorni, anche dell’attualità del discorso delle ingerenze ecclesiastiche nella vita politica ticinese.
Durante la discussione sono emersi vari aspetti che ci hanno fatto propendere per l’opinione che anche qui la Chiesa spesso e volentieri si schiera politicamente, mostrando un peso spesso determinante in numerosi dibattiti. Infatti non a caso a Giorgio Sestili non è stato concesso di parlare al Liceo di Bellinzona (leggi gli articoli: 1 - 2)



Le Officine e il Vescovo



La domenica di Pasqua, monsignor Grampa ha dato prova della forza della Chiesa in Ticino, officiando la messa proprio all’Officina occupata di Bellinzona. Segno di solidarietà, sì, forse, ma soprattutto di forte capacità d’influire nelle vicende politiche del nostro cantone.
Le sue affermazioni, poi, si sono mostrate tutt’altro che neutre o incondizionatamente a favore degli operai. La sua omelia ha, infatti, per sintetizzare, invitato gli operai a fare qualche passo indietro e a non essere categorici nelle loro rivendicazioni. Il fatto è che, come ben gli ha fatto notare Gianni Frizzo, gli operai non si possono permettere di fare concessioni a chi non ha ancora dimostrato la minima volontà di tornare sui suoi passi e discutere seriamente del futuro di centinaia di famiglie.
Fortunatamente, gli operai, che hanno finora dato a tutti una grande lezione di dignità e senso della democrazia, hanno saputo rispondere secondo i loro interessi all’invito di “evitare il muro contro muro”, ponendo al centro del dibattito le loro necessità e rendendo indispensabile la precisazione dell’arciprete di Bellinzona, che all’assemblea popolare del 24 marzo ha detto che il dialogo è possibile solo se ogni parte riconosce il diritto all’esistenza dell’altra, cosa che Meyer e co. finora non hanno dimostrato.



C'è ingerenza e ingerenza

Ben venga dunque il sostegno della Chiesa, come pure di tutte le componenti della società che lo portano, ma che questo sia come lo hanno chiesto gli operai: incondizionato. Le ingerenze della Chiesa alle Officine sono benvenute solo in questo senso e gli operai lo hanno ben dimostrato.