Lavorare, al femminile







Discriminazione e bassi salari





Con l'iniziativa MPS per un salario minimo diciamo: basta!



Un’occhiata ai problemi delle donne che lavorano, in particolare giovani lavoratrici e apprendiste.
L’iniziativa MPS per un salario minimo affronta anche questo problema.



Discriminazione delle donne


In Svizzera, e anche in Ticino, le donne percepiscono in media il 21% meno degli uomini; ciò significa che per lo stesso lavoro l’uomo guadagna 50 franchi mentre la donna ne riceve solo 39.
Calcolando questa disparità nell’arco di un anno si arriva alla conclusione che la donna ha una perdita media di 15.000 franchi rispetto al suo collega maschio.




Bassi salari


E non è tutto! Oltre a essere discriminate nello stipendio, è statisticamente provato che le
donne lavorano nei rami economici caratterizzati da bassi salari. I posti di lavoro con una retribuzione inferiore a 3500 franchi hanno una percentuale d’occupazione femminile che si aggira tra il 54 e il 78%.


Precarietà


Un ulteriore discriminazione si manifesta nella precarietà degli impieghi offerti alle donne. Il 75% delle persone impiegate a tempo parziale sono donne. Chi lavora a tempo parziale ha pessime
possibilità di aggiornamento professionale e di carriera ed è sfavorito per ciò che riguarda le assicurazioni sociali. Disparità si registrano anche nell’accesso ai posti di responsabilità. Nella popolazione lavoratrice la presenza femminile diminuisce all’aumentare del livello gerarchico. Nel 2004 gli uomini che ricoprivano una posizione dirigenziale erano il 9% della poplazione attiva,
mentre la percentuale scende al 4% per le donne. Questo vale anche nei rami dove la presenza femminile è forte (es. vendita al dettaglio e settore alberghiero).



Un principio costituzionale. Mai realizzato


Tutto ciò nonostante persino la Costituzione federale prevede l’uguaglianza salariale tra uomo e donna. L’articolo 8 recita infatti: “Nessuno può essere discriminato in particolare a causa dell’origine, della razza, DEL SESSO, (…)”. Per non parlare di quanto affermano altre carte firmate a livello internazionale.



La situazione delle apprendiste


Per quanto riguarda le ragazze che intraprendono un apprendistato la situazione è un po’ diversa. Innanzitutto, non c’è una discriminazione salariale diretta, in quanto per qualsiasi apprendistato c’è uno stipendio minimo fissato indipendentemente dal sesso. Certo, come nel caso dellaCostituzione, tra quello che sta scritto sulla carta e quello che succede nella realtà...



I salari bassi più bassi


Purtroppo infatti, come già citato varie volte su Rivoluzione!, i salari degli apprendisti sono già generalmente bassi. La cosa interessante è che i salari più bassi si registrano in quelle professioni dove sono concentrate la maggior parte delle ragazze che seguono un apprendistato. Impiegate di commercio, le assistenti di farmacia, le parrucchiere: queste, le tre professioni percentualmente più scelte dalle ragazze per l’apprendistato. In tutti e tre i casi, il salario dell’ultimo anno è inferiore ai 1100 franchi. Addirittura, le indicazioni salariali del cantone
prevedono per le parrucchiere del terzo anno un salario di 550 franchi. Per massimo 40 ore settimanali.



È intollerabile!!


Non è accettabile che dopo decine e decine di manifestazioni, di proteste e di scioperi, come quella lotta sanguinosa delle tessitrici americane, che viene ricordata l’8 marzo, dopo imponenti movimenti femministi e non, dopo che la parità è stata persino fissata nei primi articoli della Costituzione, la situazione è al contrario indegna, e ben lontana dalla “parità”!



Un salario minimo contro le discriminazioni!!


L’iniziativa per un salario minimo, lanciata dall’MPS prevede un minimo salariale anche per gli apprendisti e per i precari (leggi i dettagli). Potrebbe allora essere una proposta concreta (la prima in realtà) per risolvere le discriminazioni salari e di condizioni di lavoro che colpiscono
le donne. In particolare eliminerebbe i salari da fame nei settori di apprendistato “femminili”!