Lotta nell'edilizia: la SSCI non sta ai patti

La faccia come il culo!



Mesi fa l’associazione degli impresari costruttori (SSIC) ha deciso di disdire uno dei pochi contratti collettivi nazionali degni di questo nome, il Contratto Nazionale Mantello (CNM) dell’edilizia, assicurazione per i lavoratori del settore di condizioni di lavoro dignitose.


Lorsignori volevano avere condizioni ancora più vantaggiose, operai ancora più flessibili e docili, ma le cose non sono andate esattamente come volevano.



Gli operai hanno dimostrato un’ottima disposizione a difendere le loro condizioni di lavoro, che poi sono anche condizioni di vita. A dimostrazione di ciò, lo sciopero sui cantieri Alp Transit, e le altre mobilitazioni in tutta la Svizzera.


I padroni hanno quindi voluto una mediazione, e l’hanno avuta niente di meno che nella persona di Jean-Luc Nordmann, che non possiamo certo qualificare come un amico degli operai!
Dopo che i vertici della SSIC hanno detto che l’accordo proposto andava bene, dopo che anche i delegati degli operai lo hanno accettato, ecco gli impresari costruttori fare marcia indietro.

Ma ci sono o ci fanno? L’accordo va o non va bene? Oggi sì, domani no?

Sembra di assistere alla storia delle guerre indiane negli Stati uniti fino a due secoli fa: dopo aver fatto accettare un trattato già di per sé iniquo, gli ingordi americani lo infrangono, facendo in modo di far ricadere la colpa sugli indiani, ben inteso… Così, quando gli operai, giustamente, torneranno a lottare per non peggiorare ulteriormente la loro posizione, gli impresari costruttori, i veri colpevoli, li accuseranno di “rompere la pace del lavoro”, di “voler far fallire il tavolo dei negoziati”, e chi più ne ha, più ne metta.




Come se non bastasse, per non far nomi, il sig. Edo Bobbià, degli impresari costruttori ticinesi, dopo aver bocciato l’accordo sul piano nazionale, ha affermato che a livello ticinese si potrebbe… trovare un accordo! Ma ci è o ci fa? Ci fa, ci fa: la vecchia strategia di dividere gli avversari per meglio colpirli è fin troppo conosciuta. Viene voglia di dire che hanno la lingua biforcuta, ma, visto che non siamo indiani, preferiamo dire che hanno la faccia come il culo!


Noi non abbiamo dubbi, se gli operai decideranno di lottare, saremo al loro fianco come sempre e invitiamo tutti/e a farlo con noi. Il contratto degli edili è una garanzia per tutti/e di poter
pretendere condizioni di lavoro degne e regolamentate. Per noi studenti e apprendisti, che un giorno saremo salariati o già lo siamo, la lotta per condizioni di lavoro e di vita sostenibili, è la lotta per il nostro futuro.

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