Contro la politica reazionaria del Vaticano

A' PAPA! NUN TE VOLEMO!




dopo il successo della Sapienza,

l'Italia dei NOVAT continua la resistenza

alla politica reazionaria del Vaticano





La chiesa cattolica agisce politicamente volentieri e soprattutto con invadenza, particolarmente sulla scena politica italiana. Obiettivi dell’ingerenza vaticana: le coppie omosessuali (dalle “coppie di fatto” ai PACS ai DICO); l’aborto (recentemente proposta la revisione della legge 194); la libertà della ricerca (cellule staminali, procreazione assistita e non solo); e via di questo passo, scagliandosi ora contro i contraccettivi, ora contro i divorziati, oppure esaltando l’antievoluzionismo o i preti fiancheggiatori del generale Franco.
Di questa linea politica, adottata dal Vaticano da Wojtyla in poi, non proporremo qui un riassunto: i nostri lettori ben conoscono gli argomenti sviluppati da questa chiesa, sempre più reazionaria, oscurantista, invadente. Mentre la maggioranza dell’arco politico china il capo annuendo, in Italia ancora c’è chi dice no:
noVAT. No al Vaticano, alle sue politiche e alle sue ingerenze nella politica.



“Nuntio vobis gaudium magnum: NON habemus papam”


La scorsa settimana c’è stata una vittoria importante per questo movimento, che ha conquistato anche gli onori della cronaca nazionale e internazionale. O piuttosto i disonori, perché la maggioranza dei mass-media, sulla contestazione e sulle sue rivendicazioni, ha scatenato uno tsunami di fango e denigrazione.
Il collaudato triangolo Vaticano-politica-stampa si è messo all'opera con il preciso obiettivo di sotterrare il successo di questa significativa mobilitazione dei giovani e il consenso che attorno a essa avrebbe potuto e in effetti si è creato.





Minoranza? Intolleranti??


La mobilitazione noVAT alla Sapienza è stata infatti dipinta come provocazione, portata da una reietta minoranza di intolleranti. Insomma, decimi di percentuale di studenti e di docenti, non rappresentativi e isolati nell’ateneo. Ma se davvero è così, di che ha avuto paura il papa? Ecco la dimostrazione, per assurdo, che a contestare le politiche del Vaticano non sono in pochi. In linea teorica. Cui si aggiunge la realtà di più di mille studenti che hanno partecipato alle manifestazioni della Sapienza. Ma ci sono state altre dimostrazioni sorprendenti, in particolare il sostegno espresso nei sondaggi dei giornali, particolarmente nel sondaggio del corriere.it, dove i contrari alla visita del papa hanno raggiunto il 60%.




La “minoranza” è stata inoltre definita unanimemente come “intollerante”. Anche qui, lo sdegno per simili falsità fa ribollire il sangue. Qui davvero c’è un solo intollerante e una sola intolleranza. Intollerante è il potere ecclesiastico e la sua intolleranza è alle critiche. Il papa non conosce le regole del confronto democratico liberale. Accusa perciò di intolleranza una legittima espressione di dissenso. Anche se questa è scevra di qualsiasi elemento politicamente intollerante: né minacce, né insulti, né personalismi, questi sì, che sarebbero stati segni di intolleranza. Ma non ci sono stati. Ci sono stati, è vero, slogan “irriverenti” e irridenti: di certo al di sotto del livello di disprezzo che gli uomini vicini alla Chiesa cattolica praticano correntemente nel dibattito politico, quando definiscono tutti gli omosessuali “mentalmente deviati” (deputata Binetti, Opus dei), dichiarano “il diritto all’aborto è abominevole” (card. Bagnasco), e così via.



Alla Chiesa è negata la libertà di espressione???

Alla santa sede non sono mancate mai, nemmeno questa volta, le opportunità di sovrastare gli oppositori con la propria potenza di fuoco massmediatica. Non solo dalle riviste, dall’emittente radio nazionale e dai due quotidiani nazionali direttamente legati alla Santa sede. Tutti i giornali sono stati solleciti nel raccogliere le opinioni del Papa e della Conferenza episcopale italiana. E in più, la domenica successiva, ampio spazio in diretta sul primo canale televisivo pubblico. Peraltro di norma il papa non si fa scrupolo di dettare al servizio pubblico quale comico, presentatore o giornalista vado “limitato” nella sua attività.

D’altronde, il giorno seguente, un telegiornale mediaset si premurava di mandare in onda un servizio all’insegna del motto “La Sapienza è la peggiore università d’Italia, d’Europa, del mondo” (sic), mostrando lo “sfacelo” di un ateneo dove gli studenti sono costretti a sedersi per terra (ma dai?), dove i professori sono cronicamente assenteisti, dove le infrastrutture sono carenti, cadenti. Per una volta emerge pubblicamente, e viene additata, la situazione disastrosa dell’università italiana (di tutto il sistema universitario italiano), trascinata da anni di politiche di sinistra e di destra: in che occasione e a che scopo…




LA MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI

La mattina della mancata visita, quando erano previste comunque le contestazioni, gli studenti hanno trovato un’università presidiata da un cordone di polizia. Gli accessi controllati da centinaia di poliziotti schierati dalla questura su richiesta del rettore. Per entrare, si richiedeva di presentare un tesserino… che non è mai esistito. Il messaggio politico così espresso dal rettore e dalle forze politiche è chiarissimo: nell’università è vietato l’accesso al dissenso. All’interno il leader democratico Veltroni e il ministro Mussi hanno potuto intervenire indisturbati, attaccando la “minoranza intollerante” degli studenti.

Nonostante lo schieramento di polizia e la morsa mediatica alimentata da Vaticano e Quirinale, è stata un successo, si può ben dirlo, la manifestazione degli studenti. Un primo corteo, che ha radunato mille studenti e più, ha sfilato attorno al perimetro presidiato dell’ateneo. In seguito, nel pomeriggio, si è tenuta la “Frocessione”, anche qui con centinaia di giovani partecipanti. Slogan colorati e coloriti, costumi, musica.C’è stato un clima di festa, una contestazione pacifica e divertente (a dir poco storico lo slogan nella foto) che ha saputo raccogliere attorno a sé la partecipazione e il consenso dei giovani dell’ateneo romano.





Puro squadrismo punitivo: LEGGI



Non ci si ferma qui. Il 9 febbraio, tappa fissata da tempo per il movimento NoVAT, riacquista a questo punto ulteriore slancio. Si terrà infatti a Roma una manifestazione nazionale.La resistenza alla politica reazionaria del Vaticano continua dunque. Non perderemo l’occasione per tenere informati i lettori di Solidarietà e per portare magari anche nel nostro dibattito politico le tematiche e gli echi di questa importante battaglia politica, condotta fin qui soprattutto dai giovani.





(il testo è stata adattato
da un articolo apparso su
SOLIDARIETÀ del 31 gennaio)


Link movimento NOVAT: