La riforma della maturità

Fisica: 3




Biologia: 3.5




Chimica: 3.5




MATURITÀ CIAO





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Durante l’estate, senza aver consultato nessuno prima e senza aver informato nessuno poi, è stata portata a termine una nuova modifica del regolamento federale di maturità.
Insomma, le regole per ottenere il desiderato pezzo di carta a fine liceo sono cambiate.


Le note di maturità si sono moltiplicate. E indovinate quali in particolare? Sì, è stata soppressa la nota di scienze umane, sostituita da quattro note distinte in ogni disciplina… e anche la nota di scienze sperimentale, soppressa, si è suddivisa in tre note, fisica, biologia e chimica. E qui c’è, per molti, di che sentire almeno un brivido di egoistica preoccupazione.

L’abbandono della nota unica di scienze sperimentali ha conseguenze pesanti, soprattutto per chi segue un curriculum non scientifico e non è una “cima” con aldeidi, cariche, mitocondri. Anziché una nota unica e dunque un’unica insufficienza (che corrisponde alla somma di due o tre insufficienze nei tre insegnamenti), si passa a tre note e quindi, potenzialmente, due o tre insufficienze. Nella pratica dunque, questo provvedimento comporta la moltiplicazione delle insufficienze nel campo delle scienze sperimentali; aumenta la selezione data dalle scienze sperimentali, già discutibilmente alta.


In realtà ci è andata bene. Alcuni si ricorderanno del progetto di revisione di cui si era venuti a conoscenza (a consultazione chiusa ovviamente) tra dicembre e gennaio dello scorso anno. Una “kleine Revision” per aumentare la selezione, inserendo, per esempio, un criterio di quadrupla compensazione per le note di matematica e lingua materna. Un simile progetto era talmente esagerato che vari cantoni (tra cui il Ticino) si sono opposti (quasi) indignati.
Alla fine, che fortuna, si è scelto un provvedimento “prudente”, cioè la suddivisione delle note di scienze umane e sperimentali. Le conseguenze sono comunque incisive. Diverse bocciature in più, nel prossimo anno (entrata in vigore la modifica) lo si conterà eccome…



Ma la cosa importante è che un progetto di una riforma totale (con quali contenuti, lo possiamo immaginare) dell’ordinamento liceale, è un progetto che resta in gioco. Lo hanno detto esplicitamente sia il DECS che i guru dell’educazione nazionale, quella Conferenza nazionale dei direttori della pubblica educazione (CDPE) che dall’alto del suo vertice nascostamente prepara e mette in atto queste “piccole” revisioni. Che condizionano molti studenti.

Per questi motivi è importante tenere viva l’attenzione su questo tema. Le assemblee degli studenti nei licei fanno e faranno informazione; le assemblee sono anche l’unico luogo dove discutere, decidere e organizzare collettivamente e democraticamente risposte e forme di lotta.






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apparso su Rivoluzione! - ottobre-novembre