Xenofobia in Italia

Pubblichiamo un contributo (tra i molti interessanti) dei compagni italiani di Sinistra Critica. Un contributo che riguarda la recente ondata xenofoba in Italia, scattata dopo un'aggressione particolarmente efferata nella periferia di Roma. Grazie a giornali e al governo di "sinistra" il clima di "caccia al rom" ha raggiunto toni incredibilmente feroci e misure razziste e da "deportazione". Contro la xenofobia cieca e opportunista, una risposta da sinistra si impone. Ed eccola.



BARBARI RUMENI E ITALICI. O MASCHI?

di Gigi Malabarba (deputato dell'Associazione Sinistra Critica)


La prima causa di morte e di invalidità permanente nel mondo è data dalla violenza degli uomini. Non lo dice solo la 'Marcia mondiale delle donne contro la violenza e le povertà', che da oltre dieci anni mobilita donne di tutti i continenti contro il patriarcato. Lo dice l'Onu, con dati agghiaccianti: è un massacro quotidiano ad opera di mariti, padri, fratelli e fidanzati. Ossia consumato dentro le mura domestiche.
L’efferata violenza di un giovane rumeno contro una donna in una periferia romana è stato il fatto scatenante per mettere sul banco degli imputati un intero popolo e per emanare un editto di espulsione di cittadini comunitari da parte di un Consiglio dei Ministri, convocato in un clima di emergenza e di furore securitario.
Naturalmente si sottace che è stata una donna rumena a denunciare il violentatore. Naturalmente è stata completamente cancellata la notizia che, poco dopo, un cittadino italiano aveva dato fuoco alla sua convivente sudamericana. Naturalmente nessuno si ricorda più di chi ha commesso i delitti di Erba e, presubilmente, di Garlasco. Naturalmente. Si finge di non vedere quel che avviene in casa o nelle sue dirette prossimità. Dagli al rumeno o al rom e speriamo di strappare consensi elettorali tra le pulsioni irrazionali di persone che, a torto o a ragione, si sentono insicure e minacciate!
Un bel servizio realizzato recentemente da Canale 5 ci mostrava qualcosa di poco conosciuto in Italia: in Romania – dove, detto per inciso, il problema rom semplicemente non esiste, nonostante gli 'zingari' costituiscano una minoranza assai consistente – c’è un problema assai grave di 'criminalità italiana'. Lo confermano dirigenti d’azienda italiani con interessi in quel paese, giustamente preoccupati per un’immagine negativa dell’Italia, data la dilagante presenza mafiosa in Romania, che ammazza, sfrutta, traffica e ricatta in proporzioni industriali. E contro la temuta 'invasione' romena dopo l'ingresso nell'Unione europea, si chiariva che è in atto anzi un ritorno in patria, data la forte richiesta di manodopera frutto dell'espansione produttiva in corso.
Le autorità di Bucarest, ben consce della differenza tra i cittadini italiani e i clan della criminalità organizzata, non si sono mai appellate al nostro governo aizzando la popolazione contro gli italici barbari. Cosa che invece è avvenuta qui da noi con il decreto lampo del governo.
La donne che scenderanno in piazza a Roma il 24 novembre contro la violenza hanno chiesto a chiare lettere di non utilizzare le donne per colpire stranieri e migranti con misure xenofobe. Altrimenti, logica vorrebbe che cacciati dalle frontiere dovrebbero essere in primo luogo i maschi italiani.