Rivoluzione! settembre

Diamo un calcio al razzismo


Chi in questi giorni non ha visto svettare all'orizzonte gli enormi cartelloni pubblicizzanti la nuova iniziativa popolare dell'Unione Democratica di Centro, in cui delle simpatiche pecorelle bianche brucano tranquille in un praticello svizzero calciando soddisfatte una pecorella nera al di fuori del confine?

Come non apprezzare quest'espressione di apertura mentale? Come è possibile pensare che i suddetti siano degli strumenti per fomentare il razzismo e la paura? Suvvia, siamo nel XXI secolo, dove della paura per il diverso, del razzismo, della xenofobia e del terrore per l'islamizzazione (?) della società, si è fatto un'arte.
Al fine di sfruttare le paure reali dei salariati con risposte demagogiche e false, presentandosi come i novelli Guglielmo Tell, i salvatori della patria. Chiaramente un'iniziativa del genere dovrebbe far dormire sonni tranquilli ai pasciuti e felici svizzeri (che a ottobre quindi voteranno tutti soddisfatti UDC). Scelta ironicamente triste dunque, quella delle pecore, animali che sono stati sempre, metaforicamente parlando, coloro che seguono la massa e accettano i facili slogan.

Questa iniziativa verte principalmente sull'espulsione immediata degli stranieri che delinquono o che percepiscono abusivamente delle prestazioni sociali: secondo quanto afferma l'iniziativa, la delinquenza degli stranieri sta dilagando e la loro incarcerazione appare quasi come una vacanza, alla quale questi "furbacchioni" si prestano volentieri.

In mezzo a tutta questa demagogia, sorgono però diverse domande.
Primo: con le pecorelle nere ma svizzere, ossia gli svizzeri che delinquono, come ci comportiamo? Il crimine non è sempre crimine? Se tanto mi da tanto, sia i criminali stranieri che quelli svizzeri non devono essere tollerati, in nome della difesa delle persone oneste. E qui si rivela allora l'assurdità del provvedimento proposto dall’UDC.
Secondo: gli autori di questa proposta si sono mai chiesti che cosa porta uno straniero a delinquere? Se facessero una valutazione della condizione sociale degli stranieri in Svizzera, scoprirebbero forse che non è tutto rose e fiori. Gli immigrati, se riescono a trovare lavoro, sono destinati a ricoprire i posti più precari e duri, sfruttati oltremisura dai padroni elvetici. Altrimenti, per sopravvivere, devono forzatamente delinquere. Soprattutto questo concerne quegli stranieri ai quali è negato il diritto di asilo (i NEM); sempre più numerosi dopo l'approvazione lo scorso anno della legge sull'Asilo (sempre promossa dall'UDC).
Terzo e ultimo: in fondo anche noi crediamo che sì, in Svizzera i criminali stranieri sono troppo protetti. E da troppo tempo! La protezione per i peggiori criminali stranieri si chiama segreto bancario; i loro protettori sono le banche e i politici. Il segreto bancario ha protetto per decenni e ancora oggi protegge i più sanguinari e abietti dittatori, stragisti, terroristi, trafficanti di armi, droghe e vite umane, provenienti da ogni parte del mondo. Nazisti tedeschi, fascisti e mafiosi italiani e di tutto il mondo, dittatori africani, latinoamericani, arabi, asiatici: macchiati di decine e centinaia di delitti, del sangue di decine o migliaia di persone nei loro paesi (forse questo fa la differenza...) La Svizzera questi stranieri li accoglie con una stretta di mano; alcuni, pochi, traggono anche profitto, dai miliardi di franchi di questi criminali.Sì, in Svizzera i criminali stranieri hanno dei grandi amici e protettori: i paladini del segreto bancario, come l'UDC.
Per queste ragioni è necessario mobilitarsi e dare un calcio al razzismo, alla xenofobia e al populismo: per prima cosa, non firmando e invitando a non firmare l’iniziativa UDC.



(testo di Rivoluzione! - nr di settembre, distribuito nelle scuole del Ticino)