Manifestazione antixenofoba dei GMPS

Xenofobia, razzismo, divisione dei lavoratori:
no pasaran!





Si teme per la pioggia, ma alla fine il sole illumina il corteo. Ci sono dei poeti presenti nel corteo che suggeriscono un parallelo tra quella luce attesa e stentata e i messaggi della manifestazione.
Rifiutare il razzismo e soprattutto la xenofobia, smontare le menzogne del populismo di destra, ricostruire l'unità dei salariati. Erano 300 (qualche giornalista ottimista ha scritto 500, forse esagerando) i partecipanti al corteo antixenofobo e antirazzista che si è tenuto sabato a Bellinzona. Una manifestazione lanciata dai Giovani del Movimento per il Socialismo (GMPS) attraverso un appello, diffuso nelle scorse due settimane e pubblicato anche nello scorso numero di Solidarietà.

Le adesioni raccolte, personali o di organizzazioni, sono state molte e alcune particolarmente calorose. Anche sabato quindi, erano presenti moltissime bandiere e molte sensibilità, politiche e non, accomunate da una sola parola d'ordine: lottare contro la xenofobia. Partito socialista, neo-Partito comunista e le loro rispettive organizzazioni giovanili; il sindacato UNIA, il Sindacato indipendente studenti e apprendisti; alcuni Verdi; il centro sociale il Molino. E poi, naturalmente, associazioni degli stranieri come la SPIK (associazione per il sostegno e l'integrazione dei kosovari), il Movimento dei Senza Voce e altri. Soprattutto però, fa piacere poter notare ed è giusto sottolineare doppiamente, la presenza non solo di sigle, ma di molti giovani, al di fuori di qualsiasi sigla.


Dietro al furgone, pifferaio magico che ha scandito l'allegro ritmo musicale del corteo, lo striscione dei GMPS:

Siamo tutti pecore nere.

Una frase per marcare solidarietà e allo stesso tempo identità con chi è ingiustamente discriminato, accusato, additato a fonte di tutti i problemi. Mentre in realtà è soltanto una "pecora" espiatoria per problemi che hanno ben altri responsabili. Non a caso durante il corteo è stata citata la lotta in corso nel settore dell'edilizia, che unisce tutti i lavoratori nel rivendicare condizioni di salario e di lavoro degne e sicuro.
Non c'è che da sentirsi quindi che rassicurati e fiduciosi, dopo una manifestazione come questa, per le prospettive future. Potrà svilupparsi già legittimato, su solide basi, il necessario prosieguo al 29 settembre; ovvero la costruzione di un intervento antixenofobo e antirazzista, contro il populismo di destra. Un fondamentale intervento per permettere la ricostruzione di un'unità dei salariati in Svizzera.



(pubblicato su Solidarietà)



Vedi anche la notizia a: http://www.ticinonline.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=352620&idtipo=3




L'intervento dei Giovani dell'MPS a fine corteo


La mobilitazione di oggi nasce da un appello, lanciato dai Giovani dell'MPS, cui hanno risposto organizzazioni di vario tipo, politiche e non. Nel breve tempo di due settimane ritengo sia stata notevole la risposta di un così variegato e largo fronte di organizzazioni. Sulla casella di posta dei GMPS abbiamo ricevuto ogni giorno adesioni via via più calorose, tra l'altro anche molto a titolo individuale. Nel lavoro di mobilitazione, con passaparola e volantinaggio, tutte le organizzazioni hanno unitariamente impiegato le loro energie, raccogliendo anche qui molte reazioni positive. La presenza oggi di trecento persone è importante. Importante. Grazie a tutti.
Ma la presenza che più conterà sarà quella, ben più larga, del nostro messaggio e del dibattito nella società.


Per l'appunto, i messaggio di questa manifestazione. "Contro la xenofobia, contro il populismo, contro il razzismo". È una manifestazione "contro"? Sì, è una mobilitazione di risposta a un clima sociale e politico che nelle ultime settimane ha conosciuto un'accelerazione, con toni particolarmente vergognosi. Ma clima che in realtà le forze politiche populiste, come Lega e UDC, coltivano da anni. Sfruttano con la loro propaganda di falsità verosimili le paure reali della popolazione svizzera (che sono poi le paure anche degli stranieri): paura per il posto di lavoro, per i livelli salariali, per le condizioni di impiego.
Quando si dice che siamo tutti pecore nere, questo si intende: anzitutto la solidarietà con chi è vilipeso, offeso e discriminato ingiustamente; ma anche la consapevolezza di essere in realtà uguale a lui, di condividerne gli stessi bisogni, le stesse aspirazioni e le stesse difficoltà.Quel che abbiamo cominciato e che beninteso va continuato da oggi, ancora con un fronte unito e via via più numeroso, è smontare le menzogne del populismo, abbattere le paure, gli istinti e le divisioni. Siamo convinti che i cittadini svizzeri non siano pecore docili ai richiami, tantomeno di così poco raccomandabili pastori; siamo certi di poter abbattere le divisioni e mostrare i comuni interessi di svizzeri e stranieri e il comune interesse a lottare insieme, come per esempio avviene nel settore dell'edilizia, cui va tutta la nostra solidarietà.
Siamo certi che ci sono queste possibilità, continuando con una mobilitazione della società: xenofobia e razzismo non passeranno, no pasaran!



(per i GMPS, Francesco Sergi)