I workshop svizzeri: Immigrazione e fortezza Europa

Rivoluzione! - MPS-TI/FGA Campo IV - 22.7


workshop Immigrazione e fortezza Europa




1) Introduzione generale: emigrazione e immigrazione


Emigrazione
- I movimenti migratori, costante della storia, nel capitalismo globale acquisiscono un’entità più rilevante (aumentando significativamente negli ultimi decenni) nonché una portata planetaria.
- la globalizzazione capitalista aumenta il divario tra la povertà di zone immense del pianeta (dove la popolazione si trova ai limiti della sopravvivenza e lotta per l’esistenza quotidiana) e il benessere di alcuni (pochi) paesi; (oss: ovviamente, di solito, la povertà è presentata soltanto come un fatto misurato empiricamente, casualità sfortunata, non come conseguenza delle logiche e dei meccanismi del sistema capitalista: che fa si che milioni di esseri umani, spinti dalla fame e alla disperazione, continueranno a dirigersi vers i paesi ricchi, perseguendo l’obiettivo di inserirsi in quel sistema);
- l'immigrazione si presenta infatti come una valvola di sfogo, senza uscita in realtà, da queste enormi differenze di reddito e di sviluppo sociale ; milioni di persone non hanno altra via che l’emigrazione (o la morte)
- Il numero di emigranti nel mondo si aggira attorno ai 191 milioni di persone, 75% concentrato in 28 nazioni; questo numero è passato da 72 a 200 milioni durante gli ultimi 30 anni (dati ONU);
- tale aumento va letto soprattutto come conseguenza del quadro prima descritto; le migrazioni sono inoltre facilitate dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione e di trasporto internazionale.
- ciò che rappresenta invece una qualitativa novità non è la perdita della residenza, ma l’impossibilità di ritrovarne una: infatti, sempre di più i paesi che espellono gli emigranti: nel 1970 erano 29 al giorno, oggi superano i 60 (ONU).

Ruolo dell'immigrazione
- l’89% della crescita della popolazione europea è dovuta alla popolazione immigrata
- ovviamente l'apporto di milioni di migranti non è soltanto demografico: migranti sono una delle fonti principali di ricchezza di molti paesi
- i migranti fanno veramente “girare” interi settori economici, occupano tradizionalmente i posti di lavoro meno desiderabili, (3D: demanding, dangerous, dirty, cioè difficili, pericolosi e sporchi)
- ma per il padronato, la manodopera immigrata rappresenta sempre più spesso (soprattutto nell'UE-25) una possibile forma di pressione “al ribasso” sulle condizioni di vita e di lavoro dell’insieme dei salariati; un indebolimento dei diritti sociali e sindacali per tutti; una frammentazione e una messa in concorrenza dei salariati, che suscita reazioni di frustrazione individuale e collettiva; senza strumenti collettivi (cioè di tutti i lavoratori, indigeni o immigrati) di difesa, la xenofobia può prende il sopravvento
- perché tale processo possa avvenire, è però indispensabile per il padronato mantenere a loro volta sotto pressione i migranti, controllati e sotto ricatto, in forme più o meno brutali;
- i migranti risultano quindi la riserva di manodopera precarizzata, nonché di lavoro “illegale”, non “dichiarato”;
- dunque, per fare ciò, per creare questa situazione, si rende necessario un forte controllo e una dura "selezione" del fenomeno dell'emigrazione (delle cui proporzioni, nel sistema capitalista, osservavamo prima); così, mentre esiste un consenso totale per evitare i controlli (di frontiera) di merci, capitali e di qualsiasi tipo beni e servizi, allorché si tratta di persone gli stati del "primo mondo" impongono sempre più forti restrizioni agli spostamenti della popolazione.
(Inciso: "l'esercito industriale di riserva" di Marx)


2) Fortezza Europa


Un’Europa poliziesca e barricata contro le migrazioni, barriere per conservare l’abbondanza ed il benessere dei paesi del cosiddetto "primo mondo". Obiettivo che l'UE mira a raggiungere con un rafforzamento della dimensione "fortezza":
- rafforzamento delle frontiere esterne;
- aumento del controllo interno di ogni paese per lottare contro gli “abusi” in materia di asilo (diritto di asilo e statuto di rifugiato nel frattempo rimesso fortemente in causa) e contro “l’immigrazione illegale” (rinforzo della politica di rimpatrio).

Programma dell’Aia
Un piano pluriennale di 5 anni, avviato nel 2004 (sostituisce gli accordi di Tampere del 1999).
"Un partenariato per migliorare l'Europa nel campo di libertà, sicurezza e giustizia”.
- "rafforzare la libertà": limitare l'immigrazione, in particolare arrivando a definire una "spazio comune d'asilo" (dunque comunemente restrittiva);
- "rafforzare la sicurezza": collaborazione poliziesca nella gestione delle frontiere esterne e nei controlli interni, per la lotta all'"immigrazione illegale" (anche sotto l'etichetta di "lotta al terrorismo");
- "rafforzare la giustizia": cooperazione giuridica.


Accordi di Schengen e Dublino
- L'accordo di Schengen trasforma l'UE in un unico blocco, una frontiera unificata dalla Spagna alla Finlandia; definito questo spazio, l'accordo prevede l'abbandono dei controlli sulle frontiere interne e il rafforzamento di quelli sulle frontiere esterne.
- Sistema Informativo Schengen, uno schedario poliziesco a livello di tutto un continente. Si tratta di una banca dati del tipo Grande Fratello, che raccoglie ogni sorta di informazioni su persone e i controlli dell’ identità.
- L'accordo di Dublino fa in modo che sia un solo paese a trattare la domanda d’asilo. L’accordo di Dublino limita fortemente le possibilità dei richiedenti l’asilo di fare domanda in quei paesi dove avrebbero più probabilità di essere accolti; frattanto alla loro prima domanda, tutti i dati e le impronte digitali sono schedate in un'altra e apposita banca dati europea, Eurodac.
Adesione della Svizzera a Schengen e Dublino

Confrontati anche con la volontà ossessiva del Consiglio federale di voler rafforzare al massimo la collaborazione poliziesca con gli Stati europei. La collaborazione nel quadro di Dublino eviterà la creazione di un’ “isola d’asilo” in Svizzera". Essa dice di temere "un’immigrazione crescente e incontrollata." votare contro Schengen e Dublino ci riporterebbe quindi ad un voto contro l’Europa Schengen è il primo trattato internazionale che riconosce il segreto bancario svizzero. Nostra campagna da sinistra etc. con gli accordi di Schengen
la Svizzera non sarà più paese di “secondo asilo” rispetto agli altri paesi europei.


I campi
- la politica della "fortezza Europa" mira a tenere i migranti il più vicino possibile alle zone di crisi oppure a rinviarli e raggrupparli ai margini dell’Europa (nella sua politica di esternalizzazione delle procedure d’asilo);
- intanto lo statuto di rifugiato viene rimesso in causa. Le autorità creano statuti intermedi I beneficiari di questo tipo di permesso di soggiorno non sono riconosciuti come rifugiati nell’ambito della Convenzione di Ginevra;
- in tale ottica si inquadra la creazione dei campi di reclusione di stranieri previsti alle frontiere dell’UE, come i Centri di permanenza temporanea in Italia, o la creazione di campi profughi in quei luoghi che sono vicini ai paesi da dove provengono le popolazioni costrette all’esilio, come la Turchia, i paesi dei Balcani o anche l’Africa del Nord, triple palizzate erette alla frontiera di Melilla e Ceuta. (Ma si può anche ricordare la recinzione di 600 chilometri alla frontiera tra Stati Uniti e Messico per impedire l’emigrazione messicana) In ogni caso, le notizie sulle condizioni in questi campo fanno rabbrividire. In realtà, la loro esistenza stessa costituisce una violazione dei diritti individuali.


Movimenti
La nuova battaglia sui diritti e le garanzie legali per i migranti è stata ed è portata avanti da diversi movimenti in diversi paesi. In particolare, il movimento dei sans-papiers in Francia. Si tratta di una lotta difficile, per la posizione precaria di chi le conduce, e soprattutto per la univoca mancanza di appoggio politico, sia da destra che da sinistra. Tali movimenti ruotano principalmente, come detto, attorno alle garanzie legali per i migranti.


3) Situazione in Svizzera


Ruolo dell'immigrazione
Vale quanto detto precedentemente in generale. Soltanto che la borghesia svizzera usa sapientemente questa pratica da ormai due secoli, regolando l'immigrazione in base a due criteri di necessità del mercato del lavoro:
- creare pressioni per contenere i salari e puntare al ribasso le condizioni di impiego;
- nel contempo, mantenere un alto grado di “redditività” dalla manodopera immigrata (attraverso un'accurata selezione e limitazione dell'immigrazione);
- assecondare (incoraggiare) il nascere di paure xenofobe nei lavoratori, puntando ovviamente a dividere il fronte dei salariati; obbiettivo raggiunto creando da una parte la pressione salariale e sociale, dimostrando dall'altro la volontà politica di "proteggere "l'elveticità"".

La sesta revisione della legge sul diritto d’asilo (LAsi)
La nuova LAsi permette in pratica di rifiutare il 98% delle domande: se una persona in un centro di registrazione ed entro 48 ore non è in grado di fornire un documento, viene respinta. Non prevede aiuti per i richiedenti respinti, eccezion fatta per 8 franchi al giorno e alloggio in un centro d’accoglienza. Con l’obbligo di presentarsi ogni giorno in polizia. Ciò ha comportato l’aumento del numero di sans-papier, obbligati ad entrare nel mercato del lavoro a condizioni pietose perché senza diritti e senza aiuti da parte dello Stato; immigrati clandestini facilmente sfruttabili dai padroni.
Dietro la retorica nazionalista in voga presso i promotori di questa nuova legge (UDC di Blocher), le convergenze con l’Unione europea sono totali (tra l'altro nel frattempo c'era stata anche l'adesione al progetto Schengen-Dublino, nonché gli accordi di libera circolazione); per la Svizzera è la fine di una certa "tradizione umanitaria" in materia di asilo (anche se questo fatto non sembra aver più di tanto preoccupato le principali forze politiche).
La nostra organizzazione si è invece investita con tutte le proprie forze nel contrastare "da sinistra" (in antitesi alla diffusa propaganda nazionalista e xenofoba) la revisione della LAsi (e della LStr), in continuità con le lotte condotte contro l'adesione della Svizzera a Schengen e Dublino e la solidarietà al movimento dei sans-papiers.

Movimento sans-papiers
Dal 2001 al 2005 i sans-papiers hanno dato luogo a un forte movimento di lotta, centrato attorno alla regolarizzazione collettiva, questo in particolare nella Svizzera francofona.
Lotta dura e difficile, anche perché praticamente tutte le forze politiche hanno interesse a ricacciare i sans-papiers nell'oscurità della clandestinità. E i padroni più di tutti, perché vogliono che ridiscenda il silenzio su una forza-lavoro da sfruttare brutalmente. Il nostro sostegno come organizzazione politica a questa lotta è stato quindi significativo, insieme ad una certa mobilitazione popolare. Dal 2005 in avanti, sotto i colpi di un ulteriore attacco al diritto d'asilo, il movimento conosce una fase di stallo.