Campo Internazionale 2006

Si è svolto a Perugia, dal 29 luglio al 4 agosto: è il XXIII campo internazionale della gioventù anticapitalista, femminista ed ecologista. (pubblicato su Solidarietà del 31.08.06)



Le statistiche del campo suggeriscono già qualcosa di importante, da mettere a bilancio per il 2006: 557 giovani, cioè il campo più numeroso dal 1995, con 342 giovani che partecipavano per la prima volta (sette di questi eravamo noi ticinesi). Non si tratta dunque semplicemente di un successo quantitativo: quando in una simile occasione, nel contesto cioè di un campo che si definisce anticapitalista, femminista ed ecologista, si riunisce un così gran numero di giovani, il numero significa di più. Significa che ci sono stati nel corso dell'anno e in tanti paesi, radicali movimenti sociali, che hanno lottato e magari vinto. Da tutti quei movimenti, grandi e piccoli, provengono i partecipanti al campo. Sono giovani che, come noi ma in altri contesti, hanno maturato una scelta politica mai semplice, ma forte: un impegno militante radicalmente anticapitalista.
Il campo è pensato per offrire un momento di incontro, di discussione e di formazione politica, la possibilità di discutere appunto delle lotte e delle attività svolte durante l'anno, scambiare informazioni, esperienze e, cosa importante, entusiasmo. Si fanno conoscenze e si creano contatti e collaborazioni.
La settimana è intensissima, ogni giornata dedicata ad un tema, scandita ora per ora da diversi appuntamenti: workshop, assemblee, incontri tra le varie delegazioni nazionali, riunioni interne alle delegazioni, formazione teorica, forum. Si discute di scuola e movimenti studenteschi, di antimperialismo e mobilitazioni antiguerra, di femminismo, di antifascismo, di antirazzismo, di libertà sessuale e del movimento LGBTQ (lesbo, gay, bi/transessuali e queer), delle trasformazioni del mercato del lavoro (e in particolare del lavoro precario tra i giovani), di temi internazionali, d'attualità o di storia. Insomma, una discussione ad ampissimo raggio, che tocchi i moltissimi settori dell'impegno anticapitalista.
A Perugia tutto questo è stato possibile, tutte le occasione e le possibilità sono state messe a frutto; il campo ha avuto insomma pieno successo; appunto perché eravamo in molti e ognuno con moltissime lotte alle spalle da condividere.
Dunque, potevano non essere numerosi i francesi della Jeunesse Communiste Révolutionaire? Un'annata politica, quella trascorsa da questi giovani in Francia, che si è imposta all'attenzione dell'Europa intera, con una lotta di portata eccezionale, e inoltre vittoriosa. La mobilitazione contro il CPE che è stata naturalmente al centro di molti dibattiti anche al campo, ed è stata l'occasione per parlare di temi molti diversi tra loro: precariato, studenti-lavoratori, autorganizzazione dei movimenti, rapporto partito-movimento, etc. Più informalmente, i francesi sono stati al centro di una semplice curiosità: "come avete fatto?!".
Ma i più numerosi erano naturalmente gli italiani. Il campo è organizzato ogni anno in un diverso paese europeo: nel 2006 ci siamo appunto ritrovati in Italia, l'anno prossimo chissà (Portogallo o forse Belgio?). Certo è che in Italia il momento politico non è dei più facili e questo si avvertiva molto chiaramente. Eppure, il campo è stata una grande occasione per i giovani che fanno riferimento a Sinistra critica (che i lettori di Solidarietà hanno avuto modo di conoscere con diversi articoli). Tutti hanno potuto sentire da loro direttamente lo stato della situazione politica, certo, ma anche sentire quali prospettive si aprono. Perché, anche se alcuni cantavano, sulle note di "Certe notti" di Ligabue, "Bertinotti ci ha abbandonato", per la nostalgia proprio non c'è spazio. C'è spazio solamente per organizzare, con grande determinazione, un nuovo progetto politico, basato su parole d'ordine chiare e senza compromessi.
C'erano poi spagnoli, portoghesi, olandesi, tedeschi, svedesi, polacchi.
C'erano giovani scozzesi, che sono stati fortemente impegnati contro la guerra in Iraq.
Erano presenti i giovani dell'OKDE (Organizzazione comunista internazionalista greca), anche loro con le esperienze di un'eccezionale lotta da spiegare. Contro la riforma dell'università lanciata dal governo greco, si è creato negli ultimi mesi un movimento di lotta senza precedenti; la Grecia ha assistito alla più grande mobilitazione studentesca della sua storia, con 20.000 studenti in piazza in una manifestazione l'8 giugno e l'occupazione di quasi cinquecento facoltà, in tutta la Grecia. Il movimento ha tenuto per settimane, nonostante la repressione della polizia; ora il governo greco ha cominciato a cedere, sotto la pressione degli studenti.
Si è poi parlato a lungo della situazione internazionale con diversi ospiti. In particolare della situazione politica in Venezuela, e delle sofferenze sempre più terribili dei Palestinesi, e dell'aggressione israeliana al Libano.
E gli svizzeri, cos'hanno portato al campo e cosa ne riportano?
Quest'anno anche il gruppo giovani dell'MPS ha atteso, con crescente impazienza e curiosità, di potere prendere parte ad un'esperienza unica e particolare, ripetibile, ahimé, soltanto una volta l'anno. Dal Ticino è partita una delegazione un po' più numerosa degli ultimi anni (ma che, si può essere certi, crescerà ancora nel 2007). Siamo andati a Perugia con l'obiettivo di coronare e "saldare" là il lavoro intenso di un anno intero. Nel 2005/2006 siamo stati presenti e attivi, in maniera costante e puntuale nelle scuole, con la mobilitazione al Liceo di Bellinzona, con la distribuzione di volantini e del giornale Rivoluzione!, dove abbiamo scritto sempre di attualità e cercando soprattutto di essere "in sintonia" con i giovani studenti e apprendisti (ci siamo occupati delle banlieux in fiamme, della lotta contro il CPE, in Italia del movimento No TAV, dei referendum sui sussidi del 12 marzo, della votazione sull'oro della BNS, del referendum contro la cosiddetta "legge anti-hooligan ", del referendum su LAsi e Lstr, e molto altro). Tanto, nel nostro piccolo; molte attività, una base consistente su cui già poter riflettere, con lo sguardo al futuro.
Abbiamo vissuto questa settimana straordinaria। Riportiamo dal campo una grande quantità di stimoli, idee, esperienze; abbiamo avuto finalmente l'occasione di affrontare così tanti dibattiti e discussioni, in particolare riguardo ad alcune tematiche più "teoriche", più di fondo. Insomma, riportiamo un lavoro di formazione e discussione che normalmente necessita mesi e mesi di attività. Siamo tornati in Ticino con anche qualcos'altro, che è molto di più. Che ci permette di tornare alla nostra "normale" attività politica, fatta a volte di molti limiti (delle nostre forze, di limiti economici, etc.) e di molte difficoltà, vedendone, con "l'ottimismo della volontà", soprattutto le grandi possibilità ancora da sfruttare. Per prima cosa, siamo tornati da Perugia, tutti con addosso un entusiasmo grandissimo e nuovo; senz'altro indispensabile per affrontare con energia un nuovo anno di intenso lavoro.



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