Manifestazione di sostegno al popolo greco


Il popolo greco ha votato contro l’austerità e le politiche imposte dalla Troika: ora ha bisogno di tutta la nostra solidarietà!

Sabato 31 gennaio ore 16.00 Bellinzona piazza Nosetto



Abbiamo appreso tutti con grande soddisfazione la vittoria della sinistra radicale in Grecia nelle elezioni legislative del 25 gennaio. Una vittoria che dovrebbe permettere a SYRIZA di formare un governo che possa fare passi concreti e veloci nell’attuazione delle misure urgenti previste nel suo programma.
La vittoria elettorale di SYRIZA rappresenta un primo passo nel difficile cammino per battere la politica di austerità che ha causato miseria, emarginazione, sofferenza e dolore al popolo greco in questi ultimi anni. Le forze che SYRIZA dovrà sconfiggere sono potenti e numerose, all’interno della Grecia e, soprattutto, all’esterno, a cominciare dai poteri rappresentati dalla Troika.
Se un futuro governo di SYRIZA applicherà alcune delle misure più importanti che ha avanzato nel suo programma (e che la popolazione greca attende con impazienza) sarà fatto un primo passo per sconfiggere le politiche di austerità volute dai precedenti governi greci in obbedienza ai diktat della Troika (Unione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale).
SYRIZA ha costruito il suo successo difendendo rivendicazioni fondamentali oggi per il popolo greco, stremato da anni di crisi e austerità.
La vittoria di SYRIZA è stata sicuramente facili
tata dall’unità di numerose componenti della sinistra radicale che vi sono al suo interno e dalla situazione di crisi sociale enorme che vive la Grecia; ma l’elemento che sicuramente ha contribuito in modo importante al suo successo è la decisione con la quale ha puntato su misure di radicale rottura con le politiche del passato governo, rispondendo in questo modo alle attese della grande maggioranza della popolazione.

L’esperienza di SYRIZA deve permettere di rilanciare la discussione strategica nella sinistra radicale europea; in particolare sul fatto che la costruzione di una nuova sinistra passa per una chiara rottura e posizione alternativa rispetto ai partiti social-liberali che governano in molti paesi europei e che in questi ultimi giorni hanno sistematicamente insistito (vedi le dichiarazioni di Hollande e Renzi) nel richiamare SYRIZA alla necessità, in caso di vittoria, di rispettare gli impegni assunti dall’attuale governo.
La solidarietà internazionale diventa in questo momento fondamentale. La lotta contro l’austerità che comincia in Grecia con questa vittoria deve essere un punto di partenza per avviare in modo deciso questa lotta in tutti i paesi europei che, a gradi diversi, la stanno mettendo in pratica.
I capitalisti e le potenti forze economiche e sociali che ostacoleranno il nuovo governo hanno una sicura base in Svizzera, da tempo luogo di esportazione di capitali e ricchezze sottratte al paese. La nostra solidarietà è anche la rivendicazione che il nuovo governo greco riceva tutta la collaborazione necessaria dal governo svizzero per riprendere il controllo su quelle ricchezze necessarie a sostenere le urgenti rivendicazioni sociali a favore del popolo greco.


Movimento per il socialismo (MPS) e Partito Comunista (PC) sostengono questo appello e invitano tutti coloro che vogliono esprimere la propria solidarietà al popolo greco a sostenerlo e a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo. 

Solidarietà con Arlind, manifestiamo la nostra indignazione!


Alla fine il governo ha deciso a maggioranza per l’espulsione di Arlind, il giovane kosovaro residente in Svizzera da diversi anni con la madre e che si era visto negare il diritto al ricongiungimento familiare a causa di un errore nella pratica di richiesta del permesso.
La notizia è arrivata dopo mesi di inaccettabile melina da parte del Governo. Per gettare la maschera, esso ha evidentemente dovuto aspettare un periodo molto lungo, nella speranza che il movimento di solidarietà nei confronti del giovane si sgonfiasse e con esso l’attenzione mediatica sulla vicenda. Evidentemente, dal tam tam mediatico scatenatosi, così non è stato. La decisione era attesa e l’attenzione è rimasta alta per tutto il tempo.

Friburgo: Manifestazione per un'Università democratica, plurale ed egualitaria!

Riportiamo qui di seguito il discorso dei nostri compagni, dell'MPS-Cercle la Brèche (i giovani dell’MPS della Svizzera romanda) alla Manifestazione per un’Università democratica, plurale ed egualitaria! del 25 marzo 2014 a Friburgo, a cui hanno preso parte circa 200 persone, in gran parte studenti.


Cari amici e cari compagni,
Oggi, siamo riuniti e riunite qui per manifestare la nostra opposizione alla revisione della legge universitaria. Il Consiglio di Stato ci presenta questo progetto come una tappa indispensabile allo sviluppo dell’Università. In realtà, questa modifica s’iscrive nella mercificazione degli studi che colpisce tutte le Alte scuole a livello nazionale e internazionale dagli Accordi di Bologna del 1999 e la Strategia di Lisbona del 2000. Il concetto di autonomia universitaria, al centro del progetto di legge, è molto accattivante. Ma, in realtà, di cosa si tratta?

Week-end nazionale di discussione a Charmey 21-23 marzo 2014

I Giovani del Movimento per il socialismo organizzano un fine settimana di discussione e auto-formazione su una serie di temi che ci riguardano da vicino: precarietà, disoccupazione, contro-riforme nel sistema scolastico, la moda e il sistema lavorativo e comunicativo che le permettono di esistere. Ma anche lotte nel mondo del lavoro, nelle scuole e nelle università, nonché risposte e alternative che possiamo immaginare al modello dominante economico-sociale. Di seguito il testo del volantino.

Arlind e Yasin, casi emblematici di una politica d'immigrazione ottusa e restrittiva

Sono passati appena due mesi dalla manifestazione contro l’espulsione di Arlind Lokaj e già è scoppiato un altro caso che vede un giovane immigrato a cui viene intimato di lasciare il paese. Si tratta di Yasin Rahmany, originario della parte curda dell’Iran.
Mentre per Arlind a fare scattare la decisione di espulsione era stato un ritardo nella presentazione della domanda di ricongiungimento familiare con la madre, da diversi anni immigrata in Svizzera dal Kosovo, per Yasin si tratta del puro e semplice rifiuto dello statuto di rifugiato.

A sinistra Arlind Lokaj, a destra Yasin Rahmany
Sebbene si tratti di due casi d’immigrazione molto diversi, alcuni aspetti li accomunano di certo: le leggi sempre più restrittive in materia d’immigrazione e una loro applicazione sempre più pedante da parte delle autorità, a dispetto della solidarietà che si è creata attorno ai loro casi.

9 febbraio: NO all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”


di Karl Grünberg*
Sia i sostenitori che gli avversari borghesi dell’iniziativa UDC “Contro l’immigrazione di massa” hanno mobilitato la paura. Paura della degadazione delle condizioni di vita e del quadro di vita. Sarà lei la vincitrice della votazione, che l’inizitiva sia accettata o che sia respinta.
E la paura che provano i bersagli dell’UDC, gli stranieri, che lavorano, contribuiscono, pagano le loro imposte e che non hanno mai il diritto di voto, rimarranno nell’ombra, senza neanche menzionare il grave peggioramento della situazione dei richiedenti l’asilo.
Il Consiglio federale [1], le associazioni padronali, i partiti che li seguono combattono questo testo in nome della prosperità dei datori di lavoro: il suo successo porterebbe più disoccupazione, bisogna respingerla per non uccidere la gallina dalle uova d’oro. Uova che non condividono. Il 24 novembre 2013, questi ambienti hanno ottenuto il rifiuto massiccio dell’iniziativa sullo scarto salariale massimo 1:12. Quattro giorni dopo, il magazin Bilan ha annunciato che la fortuna dei 300 più ricchi della Svizzera è cresciuta di 67 miliardi in un anno, per raggiungere 627 miliardi di franchi.

No alla diminuzione delle borse di studio e all'aumento delle tasse universitarie

Il testo che pubblichiamo è stato distribuito dai giovani dell'MPS vodese in occasione della manifestazione contro la revisione della Legge cantonale per l'aiuto allo studio e alla formazione tenutasi a Losanna il 17 dicembre.
Al di là della critica al progetto di legge vodese, il testo affronta la questione del diritto allo studio a livello nazionale nel suo complesso, fornendo preziose indicazioni dei processi in atto. (Red)


(...)
Un attacco antisociale nel quadro di un politica complessiva
Il progetto del governo vodese è uno degli elementi della "contro-rivoluzione silenziosa" che attraversa in Svizzera il campo dell'educazione e della formazione professionale. Nelle scuole superiori questa "contro-rivoluzione silenziosa" parte dalla ratifica dell'Accordo di Bologna del 1999 e dall'approvazione della Strategia di Lisbona dell'Unione Europea (UE), tesa a promuove una cosiddetta "economia del sapere" in campo educativo e formativo. L'obiettivo è la creazione di "un'economia della conoscenza, la più dinamica e competitiva al mondo". Come? Costituendo un mercato del lavoro europeo composto da una "manodopera flessibile e altamente qualificata". Queste disposizioni implicano il